

Gragnano – L’estate gragnanese si apre con un appuntamento imperdibile per gli amanti della gastronomia: dal 22 al 24 giugno torna il Festival del Panuozzo, evento che celebra uno dei simboli della tradizione culinaria locale.
Undici forni a legna allestiti in via Quarantola offriranno ai visitatori l’autentico Panuozzo di Gragnano, declinato nella versione classica (con pancetta e mozzarella) e in varianti speciali, ciascuna proposta da un diverso produttore.
Ad accompagnare la degustazione, artisti di strada, dj set, laboratori per bambini e uno spazio inclusivo dedicato alle persone con disabilità.
L’evento, patrocinato dalla Città di Gragnano e dalla Regione Campania, è solo l’ultimo tassello di un percorso di valorizzazione delle eccellenze locali. «I numeri parlano chiaro: Gragnano è sempre più un polo d’attrazione per i giovani e per chi cerca qualità», sottolinea il sindaco Nello D’Auria, ricordando la dedica speciale a Gianni Rossetti, ideatore della prima Festa del Panuozzo negli anni ’90.
Ciro Minopoli, presidente dell’Associazione Produttori Panuozzo di Gragnano, rilancia l’obiettivo di espandere la fama del prodotto oltre i confini locali, puntando al riconoscimento IGP per tutelarne l’origine e il disciplinare di produzione. «Abbiamo già presentato il nostro panuozzo alla Fiera TuttoPizza, nello stand della Regione Campania – spiega Minopoli – Un passo importante per far conoscere Gragnano a livello internazionale».
A deliziare i palati ci saranno le specialità delle pizzerie-panuozzerie storiche della città: Mascolo 1982, Mascolo 1995, Pascarlì, Il Tris, La Valle dei Mulini, ’O Presidente, Il Tempio, Luigi ’o furnar, MalaInGrano e Ciccio ’o ciccione.
Un weekend all’insegna del gusto, ma anche della tradizione e dell’innovazione, per confermare Gragnano come capitale del panuozzo. Il programma completo sarà svelato nei prossimi giorni.
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L'evento del Panuozzo a Gragnano è molto interessante e fa piacere che ci siano tante varietà, ma spero che anche i prezzi saranno accessibili per tutti. E' importante che le tradizioni culinarie vengano valorizzate in questo modo.