Grande successo per la rievocazione dell’ingresso di Carlo V a Cava de’ Tirreni nel 1535

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Una folla entusiasta ha accolto il corteo di Carlo V, che ha sfilato per le strade del centro di Cava de’ Tirreni nella serata dello scorso sabato.
Cinquecento figuranti hanno rievocato l’ingresso a Cava dell’imperatore Carlo V, nel 1535. Duecento, tra attori e comparse, hanno poi dato vita all’allestimento teatrale “Lo Imperatore a La Cava”.

Non sono mancate le sorprese, tra cui un rinoceronte in cartapesta che ha voluto richiamare l’impresa dell’imperatore asburgico. Carlo V, infatti, visitò la Città de La Cava il 22 novembre 1535 nel viaggio di ritorno dalla spedizione di Tunisi, dove era uscito vittorioso dallo scontro con il corsaro Barbarossa. A Cava fu accolto con tutti gli onori, ricevendo in dono un bacile d’oro contenente 3mila scudi, oltre a due chiavi della città: una d’oro e l’altra d’argento. In quell’occasione Carlo V riconfermò a Cava lo status di città demaniale e tutti i privilegi già concessi dai precedenti sovrani.

“Questa edizione, ampiamente riconosciuta per la sua qualità, segna la conclusione di un ciclo significativo. Al contempo, inaugura una nuova fase della manifestazione, destinata a crescere e trasformarsi con la stessa energia e la medesima partecipazione che l’hanno contraddistinta finora. Un progetto culturale profondamente legato alla figura di Carlo V, che quest’anno acquista un significato ancora più rilevante perchè associato al 50ennale dell’associazione storico-culturale Pistonieri-Archibugieri Santa Maria del Rovo – ha spiegato Giuseppe Apicella, direttore artistico dell’evento – La rievocazione storica del Corteo imperiale di Carlo V è la base di partenza per un progetto a cui da tempo stiamo lavorando: candidare l’archibugio a patrimonio immateriale dell’Unesco e quale simbolo identitario di una comunità che non lo riconosce più come strumento di guerra”.

La manifestazione, giunta alla VIII edizione, è organizzata dall’Associazione storico-culturale Pistonieri-Archibugieri Santa Maria del Rovo, con il patrocinio del Comune di Cava de’ Tirreni, della Regione Campania, della Provincia di Salerno e di ENIT spa.

Candidatura dell’archibugio a patrimonio Unesco

L’Associazione storico-culturale Pistonieri-Archibugieri Santa Maria del Rovo – che quest’anno celebra il 50ennale della sua fondazione – sta promuovendo con il progetto “Fuoco! Pistonieri armati di valori” la candidatura dello sparo dell’archibugio a patrimonio immateriale dell’Unesco. L’archibugio, arma ad avancarica, rappresenta l’elemento centrale e distintivo dello scenario storico-folkloristico della Città di Cava de’ Tirreni, dove ha trovato un impiego rituale e celebrativo unico in Italia. Impugnato dagli archibugieri (o pistonieri), l’archibugio è protagonista indiscusso dei solenni festeggiamenti del SS. Sacramento, da cui trae origine l’identità religiosa e culturale dei gruppi riuniti nell’Associazione Trombonieri, Sbandieratori e Cavalieri di Cava de’ Tirreni.

Dall’archibugio si è evoluto il trombone, arma simile ma dotata di una canna più corta e svasata verso la bocca, con un’imboccatura pensata per facilitare il caricamento notturno, evitando dispersioni di polvere da sparo. Questa variante ha assunto nomi differenti a seconda delle regioni italiane, ma a Cava de’ Tirreni è conosciuta principalmente come “pistone”, appellativo che richiama il gesto del “pestare” la carica all’interno della canna. Il pistone, con un peso medio di circa 12-15 chilogrammi, viene caricato con polvere nera compressa tramite un’asta cilindrica chiamata “spolvera”. Oggi lo scoppio avviene grazie a una capsula d’innesco contenente fulminato di mercurio, che consente l’accensione rapida e sicura. In questo modo, l’archibugio e le sue successive trasformazioni continuano a tramandare una tradizione secolare, divenendo strumenti non solo militari, ma simbolici e identitari per l’intera comunità cavese.

Il progetto culturale “Cava 1535 – L’ingresso dell’imperatore Carlo V” è organizzato dall’Associazione storico-culturale Pistonieri-Archibugieri Santa Maria del Rovo, con il patrocinio del Comune di Cava de’ Tirreni, della Provincia di Salerno, della Regione Campania e di ENIT spa. Si avvale, inoltre, del supporto del Ministero della Cultura. È inserito nella Rete di Cooperazione degli ltinerari Europei dell’Imperatore Carlo V.


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Commenti (1)

L’evento di Carlo V a Cava è stato veramente interessante e ha portato un sacco di gente. La rievocazione storica è una buona cosa per la cultura locale, ma mi chiedo se sia veramente necessario un rinoceronte in cartapesta.

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