Napoli- I musicisti di strada e artisti locali si ribellano contro un regolamento comunale che, a loro dire, sta cercando di zittire il cuore pulsante della città con limiti ai decibel e divieti su strumenti a percussione, inclusa la tradizionale tammorra.
In una protesta che ha infiammato le piazze, questi performer – spesso dipinti come i “folli” della strada – hanno trasformato la scena in un vero spettacolo di resistenza, mescolando folklore e frustrazione contro le regole che sembrano più adatte a un concerto rock che a una tarantella napoletana.
In piazza, giocolieri e artisti mascherati da Pulcinella, Masaniello e Pazziariello hanno dato vita a una colorata rivolta, esibendosi con striscioni sotto Palazzo San Giacomo, sede del Comune, e improvvisando balli tradizionali che hanno attirato curiosi e turisti.
La folla ha denunciato il comma 4 dell’articolo 2 del regolamento della Polizia municipale, che, come sottolineano, “prendendo di mira strumenti e attrezzature utili all’esibizione, di fatto, definisce fuorilegge molte delle nostre iniziative”.
La rabbia degli artisti
Molti di loro si lamentano di multe improvvisamente piovute su esibizioni che andavano avanti da anni senza problemi, accusando il Comune di ignorare il valore culturale di queste performance.
“Molti di noi si sono visti notificare multe durante esibizioni che da anni non erano considerati come ora fuorilegge. Chiediamo, come gesto di sensibilità, la modifica del comma. Noi tutti lavoriamo per i napoletani ma soprattutto per la città, per i turisti che la raggiungono. Siamo un’attrazione pulita basata su tradizioni secolari”, hanno dichiarato, ribadendo il loro ruolo come autentica anima vivace di Napoli.
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Commenti (1)
E’ importante che artisti di strada abbiano spazi per esprimersi, ma regolamenti sono fatti per mantenere ordine. Tuttavia, non si puo negare che queste tradizioni fanno parte della cultura napoletana e meriterebbero piu attenzioni.