Una vicenda sconcertante scuote la tranquilla cittadina di Mondragone. Due donne, presumibilmente di origine bulgara, sono state denunciate per aver utilizzato le proprie figlie, di tenera età, come complici in una serie di furti all’interno di attività commerciali locali.
Le vittime: commercianti e l’ombra del sospetto
La denuncia è giunta al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, attraverso la testimonianza della moglie del titolare di un negozio di casalinghi.
Oltre 200 ettari confiscati alla camorra nella provincia di Caserta sono stati riconsegnati allo Stato e destinati a un ambizioso progetto di riqualificazione agroalimentare, sostenuto da un investimento di 8,5 milioni di euro.
La donna ha raccontato di come le due sospettate, accompagnate da una bambina di 3-4 anni e da una neonata, abbiano messo in atto un piano ben orchestrato: mentre una distraeva la commessa chiedendo un prodotto, l’altra sfilava il portafoglio dal grembiule, e la bambina più grande nascondeva la refurtiva negli slip.
La fuga e le telecamere: prove inconfutabili
La fuga precipitosa delle due donne, immortalata dalle telecamere di sorveglianza del negozio, ha confermato i sospetti. Le immagini mostrano chiaramente una delle donne con la neonata in braccio, utilizzata probabilmente per intenerire le vittime e distogliere l’attenzione.
Napoli - La lettera di scuse indirizzata alla moglie e ai figli, un quaderno pieno di annotazioni sul percorso appena iniziato con la giustizia e una cella rimasta improvvisamente silenziosa. Sono questi gli ultimi tasselli lasciati da Costantino Russo, 35 anni, figlio di Giuseppe Russo, conosciuto negli ambienti criminali come "Peppe 'o padrino", storico esponente…
L’appello: fermiamo questo scempio
“È inaccettabile che dei bambini vengano sfruttati in questo modo”, ha dichiarato il deputato Borrelli. “Chiediamo alle forze dell’ordine di intensificare i controlli e di assicurare alla giustizia queste persone, che non solo commettono reati, ma rubano anche l’innocenza a dei bambini”.









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