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Truffa dell’auto al clan Mazzarella, le minacce del boss: “Ti sei scavato la fossa da solo”

Le minacce del ras di San Giovanni a Teduccio, Salvatore Giannetti 'o scorpione: "Dacci l'auto o ci paghi 80mila euro. Ti sei scavato la fossa da solo"

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Napoli- Restano in carcere i sei esponenti del clan Mazzarella arrestati tre giorni fa con l’accusa di sequestro di persone e violenza. Tra i sei c’è colui che viene oggi indicato come il capo zona a San Giovanni a Teduccio ovvero Salvatore Giannetti, 43 anni detto ‘o scorpione.

Con lui sono finiti in carcere anche il cognato, Antonio Martori, 42 anni Arturo Lama, 54 anni, Mario Amaro, 38 anni, Giuseppe Ciccarelli, 37 anni e Salvatore De Filippo, 43 anni.

La vicenda

I sei sono accusati di aver picchiato, sequestrato e minacciato di morte Vincenzo Vaccaro e il suo commercialista Andrea Grammatikas la scorsa settimana. Il primo aveva noleggiato una potente Audi per tre giorni pagando mille euro sapendo che doveva mettere in atto una truffa.

L’uomo  gravato da debiti, ne aveva parlato con il suo commercialista  e i due avevano deciso di noleggiare una potente auto e poi rivenderla al mercato nero.

Dopo il noleggio, prolungato per altri due giorni, perché non avevano trovato l’acquirente, erano riusciti a vendere a una cittadino nord africano nella zona di Poggioreale l’auto per 10mila euro. Di questi 7500 li aveva incassati Vaccaro e i restanti 2500 euro erano andati al commercialista.

Ma i due non avevano fatto i conti con chi avevano a che fare: la società di rivendita di auto è di persone legate al clan Mazzarella. Dopo un ulteriore maldestro tentativo da parte di Vaccaro di prolungare il noleggio dell’auto di un altro giorno per guadagnare tempo e far partire l’auto per il Nord Africa sono iniziati i guai.

I titolari dell’autonoleggio si sono accorti che l’auto era sparita perché il Gps non dava più segni di vita e quindi hanno chiesto la restituzione della stessa.

Vaccaro dopo un primo tentennamento è stato portato al cospetto di Salvatore Giannetti in una abitazione di via Castagnola a san Giovanni a Teduccio. Questo il tenore delle minacce.

“Dacci l’auto o ci paghi 80mila euro. Ti sei scavato la fossa da solo”

“Dacci subito la macchina! Non lo sapevi che l’auto è dei Mazzarella?” “A me non interessa se non lo sapevi. La macchina te la sei venduta tu, e adesso o me la paghi o mi dici a chi l’hai data, così ce la andiamo a riprendere. Perché noi siamo i Mazzarella, e arriviamo ovunque!”

“Avvisa la tua compagna che sei con noi. Ci restituisci la macchina e te ne vai a casa con i tuoi piedi, altrimenti, se non salta fuori l’auto o i soldi, ti chiudiamo in uno scantinato insieme ad Andrea fino a quando uno dei vostri familiari non ci porterà il valore della macchina: 80.000 euro!”

“Sei un cornuto! Lo sapevi che la macchina era dei Mazzarella!””Guarda, qui c’è Andrea che sta prendendo botte da stamattina. Dice che tu sapevi benissimo che la macchina era nostra e che non ha ricevuto nessun compenso.”.

Per fortuna dei due, che nel frattempo erano stati malmenati, un parente ha avvisato i carabinieri che hanno fatto irruzione nell’appartamento e hanno catturato i sei e liberato i due sequestrati.

Ieri sono comparsi tutti dvanti al gip e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Nel collegio difensivo gli avvocati Diego Pedicini, Luigi Poziello, Giuseppe Milazzo e Alessandro Pignataro.

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Commenti (1)

E’ incredibile come certe situazioni possano succedere in una città come Napoli. Le persone dovrebbero avere piu’ rispetto per la vita degli altri e non risolvere i problemi in questo modo violento. Spero che la giustizia faccia il suo corso.

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