Secondigliano, estorsione a ditta edile: arrestato lo zio del killer di Gelsomina Verde

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Napoli – “Vi dovete mettere a posto con i compagni della Vanella Grassi”: queste le parole che Paolo De Lucia, 62 anni, avrebbe rivolto agli operai di una ditta impegnata in lavori di ristrutturazione in un appartamento di corso Secondigliano.

L’uomo, zio di Ugo De Lucia, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Gelsomina Verde, è stato arrestato lunedì con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Richiesta di pizzo a pochi giorni dall’inaugurazione dell’associazione antiracket

L’episodio assume una valenza simbolica particolare, in quanto l’appartamento oggetto della richiesta di pizzo si trova proprio di fronte alla sede della neonata associazione antiracket di Secondigliano, inaugurata appena sette giorni prima. Un chiaro segnale della sfida lanciata dalla criminalità organizzata allo Stato e alla società civile.

Le indagini, condotte a ritmo serrato dagli agenti del commissariato di Secondigliano e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), hanno portato all’arresto di Paolo De Lucia nella sua abitazione.

Durante l’interrogatorio di garanzia, l’uomo, assistito dall’avvocato Salvatore D’Antonio, ha ammesso parzialmente i fatti, negando però il coinvolgimento del clan e la richiesta di denaro per conto di esso.

Precedente arresto per estorsione

Non è la prima volta che Paolo De Lucia finisce nei guai per reati di questo tipo. Quattro anni fa, infatti, era stato arrestato con l’accusa di aver chiesto il “pizzo” a un commerciante di Scampia, insieme a tre complici. Anche in quel caso, la vittima aveva sporto denuncia, proprio come avvenuto nell’episodio recente.

Legami con la Vanella Grassi e scenario criminale a Secondigliano

Secondo gli investigatori, De Lucia sarebbe vicino al ras Paolo Esposito, esponente di spicco della Vanella Grassi, clan che insieme agli Abbinante si contende il controllo delle piazze di spaccio a Secondigliano e Scampia.

Nonostante i cambiamenti avvenuti negli anni post faida, con gli Amato-Pagano e i Di Lauro che hanno spostato i loro interessi in altre zone, il racket rimane un’attività redditizia per le cosche locali, che continuano a esercitare la loro influenza sul territorio.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Primo piano

● LIVE
Ultime notizie
Ultimo aggiornamento 20:09
30/03/2026 20:09

Falso in atto pubblico: condannato a 4 anni e mezzo Vincenzo Schiavone, patron del Pineta Grande

30/03/2026 20:08

Porta Nolana, controlli straordinari contro i mercati abusivi: sequestrata merce

30/03/2026 20:01

Bellizzi, schiacciato da una pressa: muore operaio di 49 anni

30/03/2026 19:44

Macchinista sedato e immobilizzato in nave, il gip riapre il caso: nuove indagini

30/03/2026 19:32

Rissa a bottigliate tra extracomunitari ad Aversa, due arresti

30/03/2026 18:53

Napoli, tensione in Air Campania: verso lo sciopero dei sindacati di base

30/03/2026 18:34

Edoardo Bennato torna dal vivo con " Quando sarò grande ": concerto evento a Pompei

PUBBLICITA

Ultim'ora Cronaca

Shorts