Nola – Si è conclusa con una sentenza di condanna a due anni di reclusione, con sospensione condizionale, il processo a carico di Cesare Pugliese, 58 anni, ritenuto responsabile dell’incidente stradale che il 18 maggio 2024 costò la vita a Gennaro Manna, 17enne di Casalnuovo.
Il giudice per le udienze preliminari (Gup) del Tribunale di Nola, Fortunata Basile, ha accolto la richiesta di patteggiamento avanzata dalla difesa dell’imputato, nonostante l’appello dei genitori della vittima, che avevano chiesto una pena più severa.
La dinamica dell’incidente
Secondo la ricostruzione dei fatti, Pugliese, alla guida della sua Ford Fiesta, aprì improvvisamente lo sportello della sua auto, parcheggiata in divieto di sosta, mentre Gennaro Manna sopraggiungeva in sella al suo scooter.
L’impatto fu fatale: il giovane, sbalzato dal mezzo, finì sulla corsia opposta e fu travolto da un’altra auto. Dopo dieci giorni di agonia, Gennaro morì all’ospedale Cardarelli di Napoli.
La reazione dei familiari: “È come se avessero ucciso Gennaro un’altra volta”
La sentenza ha suscitato profonda amarezza nei genitori di Gennaro, che, attraverso il loro legale, avevano espresso la loro contrarietà al patteggiamento, ritenendo la pena di due anni inadeguata alla gravità del reato. “È come se avessero ucciso Gennaro un’altra volta”, ha commentato il padre del ragazzo.
Oltre alla condanna a due anni, Pugliese è stato sanzionato con la sospensione della patente di guida per un anno.
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L’uomo si era allontanato nel pomeriggio di ieri da una casa di riposo della zona senza farvi ritorno. A far scattare l’allarme erano stati i familiari, preoccupati per il mancato rientro, che avevano lanciato anche un appello pubblico per favorire le ricerche. Le squadre di soccorso hanno battuto l’area per tutta la serata e la notte, fino al ritrovamento del corpo nel corso d’acqua.
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