Legge proposta dalla Lega al Senato dopo la firma di un decreto firmato da Trump lo scorso lunedì, poco dopo il suo insediamento.
Dopo l’annuncio del Presidente USA, il portavoce dell’Oms Christian Lindmeier aveva dichiarato che tale scelta “è una preoccupazione per la salute globale, perché l’Oms fornisce informazioni critiche agli USA” così come per tutti gli altri 194 stati membri, “su focolai ed emergenti minacce per la salute”.
La possibilità che l’Italia esca dall’Oms conferma la preoccupante scia che si potrebbe creare dopo la decisione degli Stati Uniti, con un coinvolgimento anche di altri paesi. L’Oms, fin dalla sua istituzione, ha il compito di guidare a livello globale le principali scelte che riguardano la sanità, ha la responsabilità di dare vita a programmi di ricerca sulla salute e fissa standard utili ai paesi aderenti per capire cosa sia o meno un pericolo per la salute.
Durante la pandemia, ad esempio, l’Oms ha garantito assistenza tecnica agli stati membri in un momento critico che ha coinvolto la popolazione mondiale e ha svolto un ruolo fondamentale nel finanziamento tempestivo finalizzato alla ricerca e al contrasto della pandemia da Covid-19. Contrasto che senza L’Oms sarebbe avvenuto in tempi di sicuro più lunghi, con conseguenze negative quantificabili in vite umane.
La scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo in un suo intervento ha dichiarato “il nazionalismo scientifico, a partire dall’ambito biomedico, l’idea autarchica di una conoscenza che si arresta alle frontiere. Non solo è una contraddizione col metodo della scienza che ha il suo Dna nel confronto senza confini tra studiosi ed enti.
Ma è la ricetta più sicura per andare a sbattere contro il muro dell’ignoranza e della superstizione, producendo povertà e marginalità”. La scienziata, in un suo intervento ha affermato che “quando si legifera ignorando, o peggio, distorcendo i dati scientifici salta il rapporto con la realtà, e tutto si riduce a un rapporto di forza, quantitativo, tra chi afferma il dato scientifico che due più due fa 4 e chi sostiene che faccia 3 o 5.
Oggi, sorprendentemente, vivere in una realtà alternativa, dove i dati cambiano a seconda di quello che fa comodo, viene visto da molti come un obiettivo, e non più un pericolo”.
Marco Barbato
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