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L’iniziativa “My Voice, My Choice” raccoglie un milione di firme: nel 2025 la Commissione europea discuterà la proposta

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È un risultato fondamentale per chiedere che sia riconosciuto il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza sicura e accessibile in ogni Paese dell’Unione europea.

L’iniziativa “My Voice, My Choice” chiede all’UE di istituire un meccanismo finanziario a favore degli Stati membri aderenti, utile per garantire un accesso all’aborto che sia sicuro e privo di ogni ostacolo ingiustificato.

La petizione ufficiale proposta alla Commissione UE, in Italia, ha raccolto oltre 140 mila firme grazie al fondamentale aiuto di 40 associazioni, tra cui l’Associazione Luca Coscioni, nonché il supporto di numerosi volontari e attivisti.

Negli ultimi tredici anni, solo altre dieci iniziative di cittadini europei (ICE) sono riuscite a raggiungere questo risultato, segnale che cure abortive garantite e sicure sono un’esigenza non scontata.

In Italia, infatti, sono note le difficoltà che spesso si incontrano per richiedere questo servizio medico previsto dalla legge 194, ma spesso ostacolato.

Basti pensare all’altissima percentuale di obiettori di coscienza tra i medici, alle poche strutture ospedaliere che applicano la legge 194 e il conseguente obbligo per le pazienti di allontanarsi dalla propria città.

Senza pensare all’aspetto forse più delicato, ovvero la salute mentale delle donne che intendono sottoporsi alle cure abortive e che si trovano a prendere una decisione incredibilmente difficile, ma legittima e che non spetta a nessun altro.

Per questo motivo, quando i governi che si susseguono non sono in grado di adottare scelte libere da ogni ideologia, iniziative come “My voice, My Choice” aprono uno spiraglio per immaginare un’Europa in grado di garantire giustizia e rispetto dei diritti fondamentali, inclusi quelli relativi alla riproduzione.

Marco Barbato


Fonte Verificata
Redazione

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