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Napoli, il decano dell’ Arcidiocesi, ‘disarmiamo i cuori dei giovani’

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Napoli. “E’ urgente creare una cultura basata sulla fraternità, sull’amicizia, sul disarmo dei cuori a partire dalle famiglie”. Lo ha detto padre Giorgio Pisano, decano nel dodicesimo decanato dell’Arcidiocesi di Napoli a proposito dell’omicidio di Santo Romano.

“I ragazzi hanno sogni e spesso non lo sanno, hanno tante energie che possono essere orientate al bene, sono capaci di amare e di trasformare il mondo ma hanno bisogno di testimoni autentici al loro fianco per essere accompagnati a vivere una vita in pienezza” ha spiegato.

“I ragazzi hanno bisogno di chi li ascolti e li accolga per diventare amanti della vita e mai più schiavi al servizio della violenza e della morte” Per Pisano ” C’è urgente bisogno di persone responsabili e testimoni della vita a presiedere i nostri territori.

I bambini, i ragazzi, i giovani vanno accompagnati a rigettare il male, tutto ciò che è camorra, violenza, morte e ad aderire a progetti di vita”. Santo Romano persona “serena e pacifica” ma anche altre vittime della violenza ricorda Pisano: Francesco Pio Maimone, pizzaiolo di 18 anni ucciso lo scorso anno sul lungomare di Napoli e pochi giorni fa Emanuele Tufano di 15 anni, ucciso in un conflitto a fuoco tra ragazzi del rione Sanità e del rione Mercato.

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L’amarezza è ancora viva, ma nelle parole di Elijf Elmas c’è soprattutto la voglia di ripartire. Dopo l’eliminazione del Napoli ai quarti di Coppa Italia contro il Como, maturata ai calci di rigore, il centrocampista azzurro prova a trasformare la delusione in energia per il campionato. «È dura perdere così ai rigori, perché sappiamo che sono una lotteria. Volevamo andare avanti, però ci sta, ora dobbiamo alzare la testa e pensare subito alla prossima partita», ha spiegato.

Il macedone guarda però oltre la lotteria finale e torna sui novanta minuti, dove secondo lui c’erano i margini per indirizzare diversamente la serata. «Si poteva fare qualcosa in più. Però anche loro sono stati bravi. Abbiamo fatto una partita di intensità, di altissimo livello, ci sono stati momenti in cui potevamo chiuderla, ma oggi la fortuna è stata dalla loro parte», ha detto, sottolineando come la squadra sia comunque uscita tra gli applausi del Maradona. «Ci sostengono sempre e per questo ci dispiace ancora di più essere usciti dalla Coppa Italia, perché noi diamo tutto per questa maglia e per questi tifosi».

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Sergi Roberto, uno degli uomini d’esperienza dello spogliatoio lariano, non nasconde l’orgoglio per la qualificazione in semifinale di Coppa Italia arrivata al termine di una lunghissima serie di rigori contro il Napoli. «Sono molto orgoglioso per il traguardo raggiunto. Come squadra siamo molto uniti e stiamo lavorando tantissimo. Sono fiero di far parte di questa famiglia», ha raccontato il centrocampista, sottolineando lo spirito che tiene insieme un gruppo giovane ma ambizioso.

L’ex Barcellona ha poi acceso i riflettori sull’aspetto emotivo della serata. «Oggi c’erano tanti giovani che si sono ritrovati per la prima volta a giocare un quarto di finale di una Coppa. Io stesso ero nervosissimo», ha ammesso, dando la misura della tensione vissuta in campo prima e durante la lotteria dal dischetto. Una tensione trasformata però in energia positiva, capace di spingere il Como oltre l’ostacolo di uno stadio caldissimo e di un avversario di altissimo livello.

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