

Maxievasione Iva: mafiosi e camorristi usava in codice nomi della serie Casa di Carta
Alcuni degli indagati dalla Procura Europea, coinvolti in un’inchiesta su una vasta organizzazione criminale legata alla mafia di Brancaccio e ai clan camorristici Di Lauro e Nuvoletta, usavano come pseudonimi i nomi dei personaggi della serie La Casa di Carta. L’organizzazione era finalizzata a frodi IVA per oltre 500 milioni di euro, e due degli indagati si facevano chiamare Rio e Berlino.
Tony Lo Manto, esponente mafioso di Brancaccio coinvolto nell’inchiesta, ricordava i tempi in cui, con le estorsioni per Cosa Nostra, guadagnava appena poche centinaia di euro al mese.
“Mi sono accontentato certe volte di duecento euro al mese… Ho smesso di fare certe cose… lo sai. Se avessi continuato, oggi non sarei qui a parlare con te! Forse avrei quindici o vent’anni… l’ergastolo… chi lo sa? Questo me lo sono preso come il mio lavoro!” diceva. Non sapendo di essere intercettato, aggiungeva: “Se questa cosa va in porto, poi ci sistemiamo la vita come si deve!”
Napoli - Mattinata di paura e profondo disagio nel quartiere di Pianura per un grave… Leggi tutto
Napoli - Una drammatica sequenza di dettagli ancora da chiarire avvolge la morte di Salvatore… Leggi tutto
Sul Lungomare di Napoli, il profilo del Castel dell’Ovo offre una cornice marina alla pasta… Leggi tutto
Il Comune di San Giuseppe Vesuviano indice una mobilità esterna per 1 Funzionario amministrativo. Domande… Leggi tutto
Un uomo di 40 anni è stato arrestato a Gricignano di Aversa per aver violato… Leggi tutto
Un uomo di 34 anni è stato arrestato agli arresti domiciliari a Liberi, nel casertano,… Leggi tutto