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La mamma di Santo Romano: “Fine pena mai per il suo assassino, nessuna agevolazione”

In una lunga intervista al Tg Regionale, Mena De Mare torna a parlare della vicenda e racconta: "Gioco sulla tomba di mio figlio con un pallone"
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Casoria. E’ una donna distrutta dal dolore, Mena De Mare, madre di Santo Romano, il 19enne calciatore ucciso la notte tra l’1 e il 2 novembre scorso a San Sebastiano al Vesuvio mentre faceva da piacere in una lite per una scarpa sporcata. Ad ucciderlo il 17enne L.D.M. di Barra reo confesso.

“Un mamma non dovrebbe mai seppellire un figlio, perché un figlio senza la mamma può andare avanti, ci soffre, ci sta male però riesce  a svolgere la sua vita ma la mamma senza un figlio no”. Inizia così la lunga intervista che Mena De Mare ha rilasciato al giornalista Vincenzo Perone della Rai Campania

“La mia giornata oggi è fatta da visita al cimitero, casa e divano. Di Santo mi manca tutto, tutto. Non è facile crescere due figli maschi nella società in cui ci troviamo oggi e farli venire su con dei valori con dei principi. Pensare al lavoro al calcio ad avere degli obiettivi. Perché di solito il maschio con le amicizie si può perdere. Io sono stata sempre costante con loro., Loro hanno sempre avuto amici come loro, che lavorano fanno sport.

Quello che fa più male è che una persona di 17 anni ha fermato la tua vita, i tuoi sogni, i tuoi obiettivi. Quando l’ho visto morto, gli ho detto ‘non faccio niente senza di te’.

Gli amici hanno portato un pallone e io lo tengo dentro la cappella e quando vado la gioco con lui. E’ assurdo. Quando vado la ci gioco un poco. Gli dico parami questo tiro. E’ assurdo ti devi aggrappare a qualcosa perché altrimenti si impazzisce. Mettevo i filmati che faceva la sua fidanzata sul mio stato di whatsapp e scrivevo “il mio numero uno” e lui resterà sempre il numero uno”.

La riflessione di Mena De Mare guarda avanti e ad una eventuale condanna ridotta per il giovane assassino reo confesso visto che il suo avvocato sta cavalcando la tesi di una perizia di due anni fa che lo dichiara capace di intendere e di volere solo in parte e dichiarato non imputabile.

“Questa persona ha sbagliato – spiega Mena De Mare- e spero che lo faranno pagare in modo eccellente. Sono minori vanno riabilitati?  Ma dopo. Prima devono scontare una pena, non possono essere agevolati. Perché non è che mio figlio tra sei anni torna. Perché se lui si sconta sei anni di pena e mio figlio tra sei anni torna allora tutto apposto. Ma siccome mio figlio non torna a casa e non è giusto che devi essere agevolato. Allora devi avere una condanna a 20, 30 anni e anche il fine pena mai.

 Quello che ha fatto è un gesto da maggiorenne

Perché quello che hai fatto è un gesto da maggiorenne. La punizione per avere effetto deve essere seria sennò che punizione è. Lo dico da mamma e da insegnante: i ragazzi vanno seguiti, non vanno mollati neanche a 20 anni. Ma un ragazzo che a 14 anni maneggia armi e droga io da mamma mi sentirei fallita”.

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