Pistoia. “Qualcosa abbiamo sbagliato anche noi. Io penso che tutto ciò che riguarda i minori chiama in causa gli adulti. A Napoli abbiamo avuto tre omicidi nel giro di 15 giorni e ci stiamo interrogando su questo. Qualcosa abbiamo sbagliato, se non siamo stati dei buoni modelli per i nostri ragazzi”.
Lo ha detto padre Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano, alla periferia di Napoli, intervenendo stamani a Pistoia al convegno ‘Costruire proposte di speranza: scuola e territorio di fronte all’emergenza educativa’, organizzato dall’ufficio scuola della diocesi di Pistoia.
“Non c’è un giorno in cui non sto in una scuola – ha aggiunto – non solamente in Campania, ma anche in altre regioni. Penso che ormai le nostre ore migliori le spendiamo con gli studenti, dobbiamo cominciare da loro”.
“C’è un clima di violenza – ha detto ancora -, purtroppo gli esempi che vengono a questi ragazzi da altre parti del mondo, con queste due guerre fratricide (Ucraina e Palestina, ndr), che si combattono sotto i nostri occhi e sotto il nostro naso sono un esempio pessimo, e quindi ancora maggiore deve essere il nostro impegno per far comprendere ai ragazzi che abbiamo bisogno di vivere sereni tutti quanti e per farlo dobbiamo rispettare le leggi e volerci bene”.
Si è svolto oggi pomeriggio in Prefettura un vertice convocato dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, per affrontare la vertenza Harmont & Blaine. Al centro del confronto lo stato di agitazione proclamato dai sindacati dopo l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 32 dipendenti in servizio presso lo stabilimento di Caivano. Tutti gli attori…
L’amarezza è ancora viva, ma nelle parole di Elijf Elmas c’è soprattutto la voglia di ripartire. Dopo l’eliminazione del Napoli ai quarti di Coppa Italia contro il Como, maturata ai calci di rigore, il centrocampista azzurro prova a trasformare la delusione in energia per il campionato. «È dura perdere così ai rigori, perché sappiamo che sono una lotteria. Volevamo andare avanti, però ci sta, ora dobbiamo alzare la testa e pensare subito alla prossima partita», ha spiegato.
Il macedone guarda però oltre la lotteria finale e torna sui novanta minuti, dove secondo lui c’erano i margini per indirizzare diversamente la serata. «Si poteva fare qualcosa in più. Però anche loro sono stati bravi. Abbiamo fatto una partita di intensità, di altissimo livello, ci sono stati momenti in cui potevamo chiuderla, ma oggi la fortuna è stata dalla loro parte», ha detto, sottolineando come la squadra sia comunque uscita tra gli applausi del Maradona. «Ci sostengono sempre e per questo ci dispiace ancora di più essere usciti dalla Coppa Italia, perché noi diamo tutto per questa maglia e per questi tifosi».
Sergi Roberto, uno degli uomini d’esperienza dello spogliatoio lariano, non nasconde l’orgoglio per la qualificazione in semifinale di Coppa Italia arrivata al termine di una lunghissima serie di rigori contro il Napoli. «Sono molto orgoglioso per il traguardo raggiunto. Come squadra siamo molto uniti e stiamo lavorando tantissimo. Sono fiero di far parte di questa famiglia», ha raccontato il centrocampista, sottolineando lo spirito che tiene insieme un gruppo giovane ma ambizioso.
L’ex Barcellona ha poi acceso i riflettori sull’aspetto emotivo della serata. «Oggi c’erano tanti giovani che si sono ritrovati per la prima volta a giocare un quarto di finale di una Coppa. Io stesso ero nervosissimo», ha ammesso, dando la misura della tensione vissuta in campo prima e durante la lotteria dal dischetto. Una tensione trasformata però in energia positiva, capace di spingere il Como oltre l’ostacolo di uno stadio caldissimo e di un avversario di altissimo livello.
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Commenti (1)
E’ vero che gli adulti devono essere buoni modelli, ma anche i ragazzi devono impegnarsi di piu. Non si puo solo dare la colpa ai genitori, ci sono tante influenze esterne che giocano un ruolo importante. La scuola deve essere un posto sicuro.