Gite in yacht nel golfo di Napoli, motorini di ultima generazione per i figli, nomine pilotate in aziende sanitarie.
Sono solo alcuni degli elementi che emergono dall'inchiesta che ha travolto il consigliere regionale della Campania, Giovanni Zannini. L'esponente politico, vicino al governatore De Luca, è indagato per corruzione e concussione.
Secondo le accuse della Procura di Santa Maria Capua Vetere, Zannini avrebbe intrecciato rapporti illeciti con imprenditori locali, ricevendo in cambio di favori amministrativi regali di lusso e vantaggi economici.
Le indagini, condotte dai carabinieri, hanno portato a perquisizioni domiciliari e a un'ordinanza di custodia cautelare.Potrebbe interessarti
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"Zannini si sarebbe servito del suo ruolo istituzionale per favorire gli interessi di alcuni imprenditori, ottenendo in cambio benefici personali", ha dichiarato il procuratore Pierpaolo Bruni. "Un sistema di clientele che ha corrotto la pubblica amministrazione".
Tra gli episodi più eclatanti, la gita in yacht nel golfo di Napoli offerta da un noto imprenditore edile in cambio dell'intervento di Zannini su una pratica regionale. E ancora, i due motorini di ultima generazione regalati ai figli del consigliere da un imprenditore del settore ambientale, in cambio di un appalto comunale.
Ma le accuse non si fermano qui. Secondo gli inquirenti, Zannini avrebbe esercitato pressioni su un dirigente dell'Asl di Caserta, costringendolo a dimettersi per favorire nomine di suoi uomini. "Una vera e propria violazione delle regole", ha commentato un'autorità giudiziaria.
Zannini si difende: "E' tutta una montatura"
L'inchiesta ha scosso l'opinione pubblica campana e ha aperto un nuovo capitolo nella lotta alla corruzione. Il consigliere regionale, intanto, si è difeso dalle accuse, parlando di "montatura" e promettendo di chiarire la sua posizione.



















































































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