Si sono concluse alle 3:30 della notte scorsa le operazioni di recupero di un uomo di 52 anni, originario della provincia di Caserta, rimasto bloccato da ieri pomeriggio sulle pendici adiacenti le gole del fiume San Nicola, nel comune di Guardiaregia.
Le squadre del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, con tecnici dei servizi regionali del Molise e della Campania, insieme ai Vigili del Fuoco, hanno lavorato per tutta la notte per raggiungere il malcapitato.
Dopo avergli prestato le prime cure, l’uomo è stato trasportato lungo il sentiero sopra le pareti rocciose dove era rimasto in equilibrio precario.
Il cercatore di funghi era caduto in una zona estremamente impervia, rendendo necessario l’utilizzo di tecniche alpinistiche per recuperarlo dalla parete verticale, per diverse decine di metri.
Successivamente è stato portato in sicurezza lungo un ripido e scivoloso pendio boscoso di circa 300 metri, fino a raggiungere il sentiero da cui, grazie ai veicoli di servizio del CNSAS, è stato possibile riportare il ferito e le squadre di soccorso sulla viabilità ordinaria, dove era in attesa un’ambulanza del 118.
L’uomo, visibilmente scosso e provato dalla stanchezza e dalle escoriazioni riportate nella caduta, è stato affidato ai sanitari. Le sue condizioni non sembrano preoccupanti. Rimane ancora da chiarire la dinamica che ha portato l’uomo a trovarsi in una zona così impervia vicino alle gole del fiume San Nicola.
Gruppo scout di Napoli si perde sui monti di Capaccio: salvati nella notte
Capaccio– Hanno scelto il sentiero sbagliato e sono finiti a ridosso di un dirupo pericoloso. Un’escursione sul Monte Polveracchio, nel Salernitano, si è trasformata in un’operazione di soccorso per un gruppo di scout napoletani, salvati nella serata di ieri da tre squadre del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico della Campania (Cnsas). La situazione è…
Caivano, il pusher arrestato al Parco verde era il fidanzato della ragazza morta in un incidente
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
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