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Camorra, il pentito Emmanuele Palmieri: “Ecco perché ho deciso di raccontare tutto sui clan di Miano”

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E’ stato il neo pentito Emmanuele Palmieri a dare una svolta alle indagini sulle famiglie criminali ex appartenenti al clan Lo Russo di Miano.

la sua decisione di collaborare con la giustizia risale al giorno stesso del sulo arresto ovvero il 22 luglio del 2021. Lui che è stato prima dalla parte dei Lo Russo dal 2016 e poi transitato nel gruppo Scognamiglio

Il suo racconto inizia così: “Ho chiesto di interloquire con l’AG. perché intendo collaborare con la giustizia. Ho preso questa decisione a seguito anche dei colloqui che ho effettuato in questa settimana con i miei familiari, in particolare con mia moglie.

Temo per la mia incolumità soprattutto perché sono in cella con altre persone dì Miano, che sono Antonio Bastone, Vincenzo Gimmelli,  Vincenzo Carrino, Domenico Cerasuolo. Oggi quando mi è stato detto che avrei dovuto parlare con l’avvocato, Vincenzo Carrino ha detto che era strano che l’avvocato mi volesse parlare nel pomeriggio.

Ho anche saputo da mia moglie che il padre di Scognamiglio Giovanni, che si chiama Scognamiglio Pasquale insieme con Isaia Luca, si sono presentati due/tre giorni dopo il mio arresto prima a casa di mia madre e mio padre, sita in Via Vittorio Emanuele a Piscinola, e poi a casa mia, in via Giuseppe Mazzini a Sant’Antimo.

A mio padre hanno detto che seppure io avevo sbagliato nei loro confronti, rubando le armi delle quali sono stato trovato in possesso quando sono stato arrestato, loro ci sarebbero passati su e mi avrebbero pagato anche l’avvocato, purché non collaborassi con la giustizia, sostanzialmente non mi avrebbero fatto nulla per il furto delle armi, l’importante per loro era che non rendessi dichiarazioni nei loro confronti.

Hanno affrontato mio padre chiedendo di bloccare la mia eventuale decisione di collaborare

Mio padre so che quel giorno ha discusso con loro, ma non so bene cosa si siano detti. Questa cosa me l’ha riferita mia moglie quando |’ho sentita telefonicamente sabato o venerdì.

Mi ha anche riferito di essere stata contattata telefonicamente dalla moglie di Isaia Luca, Loredana Russo, perché gli Scognamiglio volevano parlare con lei, ed erano già andati a cercarla a casa senza esito, il marito, con Scognamiglio Pasquale o con Romano Pasquale non ricordo bene con chi dei due.

Russo Loredana era solita contattare mia moglie prima del mio arresto, le ho fatte conoscere io quando Isaia Luca è entrato a far parte degli Scognamiglio. In ogni caso mia moglie ha rifiutato l’incontro, dicendo alla moglie di Isaia che in quanto donna non sarebbe andata da loro, dovendo gli uomini parlare tra di loro.

“Mia moglie e d’accordo con la mia decisione”

Poi dopo non è accaduto più nulla. Nel senso che nessuno si è più presentato né a casa dei miei né da mia moglie. Ieri ho sentito per l’ultima volta mia moglie alla quale mi sono limitato a chiederle quando sarebbe andata in Questura se oggi o altro giorno, per manifestare il mio intento collaborativo.

Ho deciso di cambiare vita e voglio dare un futuro ai miei figli, in relazione a tale scelta i miei familiari sono d’accordo”.

@riproduzione riservata


Articolo pubblicato da Giuseppe Del Gaudio il giorno 27 Giugno 2024 - 19:38

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