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LA GIORNATA

E’ il giorno di Acerbi e Juan Jesus: l’interista ascoltato in Procura, audizione durata un’ora

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Questa mattina, il procuratore federale Giuseppe Chinè ha ascoltato il difensore dell’Inter, Francesco Acerbi, accusato dal giocatore brasiliano del Napoli, Juan Jesus, di avergli rivolto un insulto razzista durante la partita di domenica scorsa.L’audizione si è svolta via remoto.

Il colloquio è durato poco meno di un’ora e ha visto Acerbi ribadire la sua posizione, sostenendo di non aver pronunciato alcun insulto discriminatorio e puntando sull’ipotesi di un fraintendimento sul campo.Sempre per oggi è prevista anche l’audizione di Juan Jesus, anche in questo caso in video collegamento.

Una volta completate le audizioni, la procura trasferirà le sue conclusioni al Giudice Sportivo, il quale prenderà una decisione entro la prossima settimana.Dopo l’audizione con Chinè, Acerbi si è recato ad Appiano Gentile, il centro sportivo dell’Inter, per allenarsi insieme ai suoi compagni.

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Juan Jesus: “A Napoli ho raggiunto l’apice della mia carriera”

di Vincenzo Scarpa 15 Ottobre 2025 - 19:18 19:18

Napoli – Cento partite, due scudetti e un amore mai nascosto per la maglia azzurra. Juan Jesus ha raccontato tutta la sua emozione per il traguardo raggiunto con il Napoli, ai microfoni di Radio Crc, emittente ufficiale del club. “Essere arrivato a 100 presenze con questa maglia è un traguardo speciale, reso ancora più bello dai due scudetti vinti. Mi hanno sempre trattato bene, anche nei momenti difficili. È un orgoglio immenso: voglio continuare questa storia”.

Il difensore brasiliano ha parlato anche del suo rapporto con i compagni di reparto: “Mi trovo molto bene con Beukema, è un ragazzo maturo e viene da un’ottima stagione. Sta imparando cosa significa giocare col Napoli e in Champions. Anche io, a 34 anni, imparo da lui. Marianucci invece è un talento puro, forte tecnicamente e con la testa giusta: farà tanta strada”.

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NAPOLI – Tre punti per rialzare la testa in Champions e ritrovare fiducia anche in campionato. Alla vigilia della sfida contro lo Sporting Lisbona, in programma domani sera al Maradona, Juan Jesus si fa portavoce del gruppo azzurro e carica l’ambiente: «Più punti fai, più sei tranquillo in questa nuova Champions. Dopo la sconfitta di Manchester…

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Caivano, il pusher arrestato al Parco verde era il fidanzato della ragazza morta in un incidente

di Giuseppe Del Gaudio 16 Settembre 2025 - 10:55 10:55

Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.

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