C’era una volta Port’Alba, luogo di cultura e tradizione napoletana.
C’era una volta perché oggi- tra le storiche librerie che man manco abbassano le saracinesche, il degrado che imperversa sull’asfalto e negli angoli materializzandosi nelle piccole e meno piccole discariche e l’arco che, tra le mille infiltrazioni, è a rischio crollo- di cultura, storia e tradizioni ne resta solo un labile ricordo.
I commercianti, i librai ed i residenti, però, non si danno per vinti ed hanno dato vita ad un manifesto e ad una raccolta firme per salvare Port’Alba ed il suo arco dal degrado sostenuti da una campagna de il Mattino. Insomma un modo per chiedere alle Istituzioni di ridare a questo luogo, simbolico della città, non un precoce tramonto ma, appunto, una nuova alba.
“Domani (sabato 11 novembre) sarò li alle 12,30 per firmare il manifesto. L’amministrazione si sbrighi e salvi anche con interventi in danno quello che è un patrimonio storico, culturale ed umano della città.
La città, i suoi ideali e la sua storia si stanno sgretolando e le macerie che ne derivano stanno dando vita ad un cumulo enorme, una montagna, di degrado, tristezza e rimpianti. Invertiamo la rotta. Salviamo Port’Alba e Napoli.”– queste le parole del deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli.
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