Cesa, appalti a ditte del clan: revocato affidamento azienda sequestrata

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Dopo l’arresto nell’ambito di un’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli del responsabile dell’ufficio tecnico Piero Cappello, il Comune di Cesa (Caserta) ha disposto la revoca dell’affidamento dei lavori alla società Costruzioni Generali Sud srl – ha sede a Napoli – oggetto di sequestro nell’ambito della stessa indagine anticamorra. Il provvedimento di revoca è stato firmato dall’attuale responsabile dell’Area Lavori Pubblici Giacomo Petrarca (Cappello nel frattempo è stato sospeso).

I lavori riguardano la riqualificazione con realizzazione di una fogna in prolungamento di via Fasci Siciliani. Opere attese da anni ma mai completate. Il sindaco di Cesa Enzo Guida spiega che “questa opera non trova pace, in quanto dopo l’espletamento della gara, fatta quando Cappello non era ancora responsabile dell’ufficio tecnico, i lavori furono vinti da una impresa che, nel corso della esecuzione, ebbe a subire un sequestro preventivo. Dopo aver ottenuto il dissequestro, ci fu l’interdittiva Antimafia e poco dopo la rinuncia all’appalto. Nel frattempo, i lavori sono iniziati e si sono fermati, con grande disagio, soprattutto, per i residenti”.

Cappello, arrestato e posto ai domiciliari la scorsa settimana insieme agli imprenditori, ritenuti dalla Dda collusi con il clan dei Casalesi, Tullio Iorio e Raffaele Pezzella (finiti in carcere), avviò così “una procedura di interpello, chiedendo a tutte le ditte che avevano partecipato alla gara se vi era la disponibilità ad eseguire i lavori. La CGS ed un’altra ditta manifestarono questa disponibilità, solo che la prima affermava di voler fare il lavoro alle condizioni offerte dalla originaria vincitrice, mentre l’altra chiede una revisione dei prezzi. Cappello affidò i lavori alla CGS e l’altra ditta presentò ricorso al Tar che, ha rigettato la sospensiva ritenendo per il momento corretto l’operato del dirigente”.

Nel frattempo anche la CGS, come la precedente aggiudicataria, è stata sequestrata nell’inchiesta della Dda di qualche giorno fa, “ma i fatti contestati – fa notare Guida – risalgono al 2019, quando Cappello era responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Calvi Risorta. Cesa non c’entra nulla, e l’Amministrazione Comunale non c’entra nulla, i fatti di Calvi Risorta non sono collegati con Cesa”, conclude Guida.

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