Anche in e-book il libro ‘Come Francesco inventò il presepe’ di Anna Maria Foli

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Arriva, anche in edizione e-book, ‘Come Francesco inventò il presepe. Viaggio nel cuore della tradizione cristiana e nella magia dei presepi viventi’ di Anna Maria Foli (TS Edizioni, Milano 2023; 244 pagine con ill. a colori; 19,90 euro).

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Scrive l’autrice nell’introduzione: “La stella posata su una grotta e all’interno due figure grandi e una più piccola: basta questa semplice immagine per evocare il Natale. E in quel giorno che ha cambiato la storia era presente anche l’umanità, rappresentata dai pastori e dai lavoratori più umili, che accorsero per vedere con i loro occhi il Dio che si è fatto bambino. Tutti questi elementi si ritrovano nel presepe, che è allo stesso tempo rappresentazione e racconto, tradizione e attualità, simbolo e concretezza. Riunisce tutta la famiglia, che si raduna per costruire insieme l’ambientazione, scegliere e posizionare le statuine, creando una storia che si rinnova ogni anno”.

Nel XIII secolo le rappresentazioni a sfondo sacro che si tenevano al di fuori dei luoghi di culto erano guardate con forte sospetto dalla Chiesa, se non addirittura vietate. Francesco d’Assisi, che nel 1219 si era recato in Egitto, probabilmente nella stessa occasione ebbe modo di visitare i Luoghi Santi. Rimasto incantato dalla ricostruzione vivente del Natale nei pressi della grotta di Betlemme, al ritorno chiese a papa Onorio III di poterla riproporre. Il Pontefice gli concesse di celebrare la messa in una cavità naturale, l’eremo di Greccio, e così, il 24 dicembre del 1223, venne messa in scena la nascita di Gesù. Da quella data prese avvio una tradizione secolare tuttora molto viva.

“Il presepe – ancora Foli – è il Vangelo che si fa azione e diventa vivo, perché è immediato, comprensibile a tutti, spontaneo e commovente. Infatti l’atteggiamento giusto di fronte a esso è quello dei bambini, che si avvicinano con curiosità e lo ammirano con un senso di meraviglia.”

Lo stupore è davvero la reazione più naturale e consueta che scaturisce davanti a questa rappresentazione: se riusciamo ad abbandonarci a questa sensazione, abbiamo la possibilità di recuperare quello spirito infantile che ci libera da preoccupazioni, timori e rassegnazione e ci aiuta a immergerci in una nuova dimensione e in una nuova realtà. Solo se assumiamo questo sguardo sincero e privo di pregiudizi diventeremo come quei pastori che furono chiamati per primi a rendere onore al Bambino e si recarono, pieni di stupore e di gioia, alla grotta della Natività. Solo mettendoci nei loro panni e provando la loro stessa tenerezza riusciremo a capire il senso vero del presepe.

Come dice papa Francesco, “contemplando il Dio Bambino, che sprigiona luce nell’umiltà del presepe, possiamo diventare anche noi testimoni di umiltà, tenerezza e bontà”. In questo senso, il presepe assume anche un valore educativo, perché invita l’uomo a riflettere su quell’evento e farne tesoro. Questa consapevolezza lo aiuterà a percepire l’amore del Padre e gli consentirà di rendere migliore la sua vita, accogliendo i valori positivi della solidarietà e dell’umiltà”.

A ottocento anni di distanza, attingendo alle Vite di san Francesco e ad altri testi delle Fonti francescane, Anna Maria Foli ricostruisce la storia del presepe dalle origini fino agli odierni presepi viventi allestiti ancora oggi in varie località italiane. Da Tenno, in provincia di Trento, a Nicosia, nell’Ennese, per ciascuno sono indicate la storia, le caratteristiche, le informazioni utili alla visita e le curiosità che lo hanno reso una delle ricostruzioni più popolari della Natività in Italia.


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