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Le detenute di Santa Maria Capua Vetere produrranno cravatte Marinella per la polizia penitenziaria

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Marinella, azienda sartoriale simbolo del Made in Italy, e la Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la creazione di un laboratorio di produzione di cravatte dedicato al personale di Polizia penitenziaria.

L’iniziativa, denominata “Un nuovo inizio: sartoria interna nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, una storia di speranza e trasformazione“, ha l’obiettivo di offrire un’opportunità di formazione professionale alle detenute, che potranno acquisire competenze utili per il loro reinserimento sociale.

Marinella ha fornito il suo know-how per la realizzazione del laboratorio tessile all’interno della casa circondariale e ha messo a disposizione l’esperienza delle sue maestre artigiane più esperte per guidare un gruppo di detenute nell’apprendimento delle tecniche sartoriali durante il loro periodo di detenzione.

“Siamo orgogliosi di prendere parte a questo progetto – ha dichiarato Maurizio Marinella, amministratore unico dell’azienda – Il laboratorio di produzione di cravatte all’interno del carcere avrà un impatto significativo sulla vita dei detenuti.

Il nostro comune obiettivo non è solo quello di supportare le detenute nel loro percorso di formazione professionale, ma anche aiutarle nel processo di riabilitazione, dimostrando che un nuovo inizio è possibile per tutti. Questo evento rappresenta un importante passo avanti nella promozione di una società più inclusiva, dove l’opportunità e la speranza sono offerte a chiunque desideri impegnarsi per un cambiamento positivo”.

“Essere parte di questa straordinaria iniziativa che unisce il mondo della moda e dell’artigianato con il contesto inaspettato di una casa circondariale ci rende orgogliosi – ha aggiunto Alessandro Marinella, general manager della maison – Oggi, insieme, abbiamo gettato le basi per un futuro migliore. Questo progetto rappresenta un messaggio di speranza e trasformazione, dimostrando che anche nelle circostanze più difficili, la bellezza e la riabilitazione possono fiorire”.

L’evento di presentazione della collaborazione si è svolto a Napoli alla presenza del magistrato di sorveglianza Marco Puglia e di Giovanni Russo, capo Dipartimento amministrativo dell’istituto di detenzione vicino a Caserta.

Il laboratorio di produzione di cravatte all’interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere è un’iniziativa importante che dimostra come la collaborazione tra le istituzioni e il mondo privato possa contribuire a migliorare la vita delle persone in difficoltà.

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Santa Maria Capua Vetere, arrestato per atti persecutori dopo l’aggressione alla ex

di Vincenzo Scarpa 4 Febbraio 2026 - 13:10 13:10

Una notte di paura si è trasformata in un intervento decisivo dei Carabinieri a Santa Maria Capua Vetere, dove una donna di 59 anni è stata soccorsa dopo l’ennesimo episodio di violenza riconducibile a una lunga serie di comportamenti persecutori. L’allarme è scattato su segnalazione alla Centrale Operativa e ha portato sul posto le pattuglie della Sezione Radiomobile, intervenute in piena notte nel centro cittadino.

I militari hanno trovato la donna in evidente stato di shock, appena aggredita. Dopo averla messa in sicurezza e rassicurata, hanno richiesto l’intervento del personale sanitario del 118, avviando contemporaneamente i primi accertamenti per ricostruire quanto accaduto. Dalle dichiarazioni raccolte e dagli elementi emersi sul posto è stato delineato un quadro di presunte persecuzioni fatte di minacce, pedinamenti, aggressioni fisiche e verbali che, secondo quanto riferito, andavano avanti dall’estate del 2024.

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Davanti al collegio giudicante, Fullone ha spiegato che la perquisizione nel reparto Nilo, dove circa 300 detenuti furono sottoposti a controlli poi degenerati in pestaggi e abusi, aveva l’obiettivo di ristabilire la sicurezza dell’istituto. L’ex dirigente è chiamato a rispondere, a vario titolo, di perquisizione illegittima, depistaggio, falso e rivelazione di segreto d’ufficio.

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