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L’attentatore di Bruxelles morto dopo scontro a fuoco con la polizia

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Abdesalem Lassoued, l’autore dell’attacco avvenuto ieri a Bruxelles dove sono deceduti due cittadini svedesi a colpi di arma da fuoco, è morto in seguito alle riferite riportate nello scontro a fuoco con la polizia. Lo riferisce l’emittente televisiva “Rtbf”, spiegando che il decesso è avvenuto alle 9:30.

Altre due persone sono attualmente ricercate dalla polizia belga dopo l’attentato terroristico di ieri sera a Bruxelles, nel quale hanno perso la vita due persone di nazionalità svedese. Lo riportano i media belgi, citando fonti della polizia. Nella capitale belga resta in vigore il livello di allerta 4, il più elevato, sinonimo di minaccia terroristica “grave e imminente”.

“Le misure di sicurezza restano attualmente in vigore: maggiore vigilanza e rafforzamento della presenza visibile della polizia”, scrive su X il Centro di crisi nazionale del Belgio. Le misure saranno rivalutate nel pomeriggio. L’autore dell’attentato che ha provocato la morte di due persone ieri sera a Bruxelles aveva fatto domanda di asilo in Belgio nel 2019, nel 2020 la richiesta era stata rifiutata. Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia, Vincent Van Quickenborne, nella conferenza stampa nella notte con il primo ministro Alexander De Croo.

“Il sospettato ha chiesto asilo nel nostro Paese nel 2019. E’ noto per atti sospetti: tratta di esseri umani, soggiorno illegale e pericolo per la sicurezza dello Stato”, ha spiegato. “Nel 2016, informazioni non confermate trasmesse da un servizio di polizia straniero indicavano che l’uomo aveva un profilo radicalizzato e che voleva partire per una zona di conflitto per la jihad. Le informazioni sono state verificate ma non è stato possibile fare nulla: non vi era alcuna indicazione concreta di radicalizzazione”, ha aggiunto il ministro.

“Il presunto autore del reato ha avviato una procedura di asilo nel nostro Paese nel novembre 2019. Ha ricevuto una decisione negativa nell’ottobre 2020 ed è scomparso dai radar poco dopo”, ha precisato la ministra per l’Asilo, Nicole De Moor. “E’ stato ufficialmente cancellato dall’anagrafe nazionale del comune il 12 febbraio 2021 e pertanto non e’ stato possibile localizzarlo per organizzare il suo rientro. Non ha mai soggiornato in un centro di accoglienza Fedasil (l’Agenzia federale di accoglienza). Non è mai stato presentato dalla polizia, dopo un’intercettazione, all’Ufficio stranieri per consentire il suo rientro. Per questo motivo, l’ordine di lasciare il Paese, redatto nel marzo 2021, non ha mai potuto essere emesso”, ha precisato ancora De Moor.

“All’inizio di quest’anno, avrebbe minacciato un occupante di un centro di asilo a Kempen tramite i social media. Questa persona lo ha denunciato, aggiungendo che l’interessato era stato condannato per terrorismo in Tunisia”, ha continuato Van Quickenborne. “Questa presunta condanna per terrorismo ha spinto, questa domenica, 15 ottobre, la polizia giudiziaria federale di Anversa a convocare una riunione prevista per martedì 17 ottobre. Nel frattempo i nostri servizi hanno appreso che non è stato condannato per terrorismo in Tunisia ma per reati comuni. Non si trattava di una minaccia concreta o imminente”, ha concluso.


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