Venerdì 3 novembre prosegue la rassegna CuciNights con ‘O mistero buffo, in scena alle ore 21.00 presso il Centro polifunzionale Ciro Colonna nel quartiere Ponticelli (Via Curzio Malaparte, 42). Nicola Mariconda rielabora e interpreta Mistero buffo, il testo di Dario Fo e Franca Rame, in una originale riscrittura in dialetto campano e lombardo/veneto, prodotta da Vernicefresca Teatro e La Bottega del Sottoscala
La partecipazione allo spettacolo è gratuita con un aperitivo offerto al pubblico. È prevista inoltre una degustazione di piatti della tradizione (a prezzi popolari), rivisitati dalle cuoche di CuciNapoli Est, cucina sociale nel cuore del quartiere.
Fino al 23 agosto la Pineta dei Pini di Baia Domizia ospita 'Dinosaurs Experience', l'esposizione itinerante che fa rivivere i dinosauri con animatroni a grandezza naturale, offrendo un percorso unico tra scienza e spettacolo.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Napoli nell’ambito del progetto “Affabulazione” e finanziata a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura.
Per info e prenotazioni: 3355432067 e al link https://forms.gle/1Nu1M7SJ762p2pKE8
Domenica 9 agosto, Piazza Municipio di Amalfi ospita la comicità e la musica di Maurizio Casagrande nell'ambito di Amalfi Summer Fest, un evento gratuito che unisce teatro, musica e ironia.
‘O mistero buffo di Nicola Mariconda ritrova il filone narrativo/teatrale che Dario Fo ha lanciato negli anni ’60. La scena è nuda e le parole e l’affabulazione la fanno da padrona, attraverso una danza grottesca di bizzarri personaggi, con voci e suoni di dialetti vicini (dialetto campano) e lontani (dialetto lombardo/veneto) e l’uso del grammelot, lingua onomatopeica usata dai giullari e dagli attori della Commedia dell’Arte. Nelle tre giullarate La Nascita Del Giullare, Il Cieco e lo Storpio, Il Primo Miracolo di Gesù Bambino, che compongono la riscrittura, vengono ripresi i temi centrali dell’intera opera: la presa di coscienza dell’esistenza di una cultura popolare, la condanna diretta dell’abuso di potere e il riconoscimento della dignità del lavoratore e dell’essere umano. Sono argomenti che prendono vita in una particolare situazione sociale e politica come quella degli anni ’60 e che nella condizione attuale tornano con rinnovata urgenza.
A proposito dello spettacolo, il regista e interprete dichiara: «Ho provato a pensare a due cose mentre giocavo a tradurre: la prima è di non scadere nell’imitazione di Dario Fo. È impossibile cercare di fare Mistero Buffo come lo faceva lui. Sembrerebbe voler imitare Fo, e in un certo senso, scimmiottare la sua opera; la seconda è cercare di fare mio quel suo linguaggio usando il dialetto che più mi appartiene, il dialetto campano, a partire da quello irpino arcaico, a quello napoletano e casertano alternandoli con altri suoni e linguaggi. La potenza di Mistero Buffo è nel messaggio che comunica e nella forza delle parole, che suscitano immaginazione e creatività in chi ascolta».









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