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Il padre dell’assissino di Giovanbattista Cutolo: “Chiedo perdono a tutti. Mio figlio deve pagare”

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“Io più di inginocchiarmi a loro non so cosa dirgli, mi butterò ai loro piedi e chiederò perdono. Mio figlio deve pagare per quello che ha fatto”.

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A Fanpage.it parla il padre del 17enne accusato dell’omicidio di Giovanbattista Cutolo, a Napoli.

“Questa cosa ci sta distruggendo l’anima. Chiedo solo perdono al padre, alla madre, alla famiglia, ai compagni. Tutti. Non ci siamo opposti a niente. Mi vivo molto il fallimento di me stesso per non avere avuto piu’ tempo per portarli forse in una strada migliore. Forse questo non capitava.

Loro non hanno piu’ un figlio e che ci vai a dire? E’ una cosa bruttissima. Solo al pensiero. E’ una settimana che sdiamo tutti distrutti. Noi siamo una famiglia che ha sempre lavorato. Ci sono stati degli sbagli, degli errori che ho commesso anche io nel passato. Ora ho trovato la mia strada e sto lavorando.

Mio figlio l’ha fatto molto grossa e la deve pagare. Per tutto quello che la giustizia chiede la deve fare. Noi non ci siamo opposti a nulla. Abbiamo solo cercato di aiutarlo: in che senso? Tramite gli assistenti sociali con le persone con cui può parlare. Un ragazzo di 17 anni ha fatto una bruttissima cosa e va condannato e deve poagare per quello che ha fatto.

Lo dico io da padre, per quel ragazzo, rispetto per quella famiglia e per quel ragazzo che sta a terra purtroppo. Hanno tutto il mio appoggio i genitori di Giovanbattista. La giustizia deve arrivare, arriverà e mio figlio farà il suo corso.

Quanti ne saranno non lo so, però mio figlio deve pagare. Togliere la vita è la cosa piu’ grave che esiste al mondo. E’ una cosa che ti porterai dietro per tutta la tua vita. E’ giusto che sia così. Perché tu hai la fortuna che adesso vivi. Lui non ce l’ha la fortuna. Lui adesso sta a terra.

Io sto distrutto, ma io mi metto nei panni della famiglia. Non ci sono parole, non so cosa…Se un giorno la incontrerà perché, per chiedere perdono. Io piu’ di inginocchiarmi, non so cosa dirgli.

Non ti rendi conto che un figlio di 16, 17 anni può essere vulnerabile. E tu pensi solo ad andare avanti a vedere di mandare vanti la famiglia, di farli stare bene. Ma forse tu non ti renbdi conto di quello che fan no la notte. Perciò io sto pensando solo al figlio, sto pensandfo solo as questa persona che sta la a terra. A me questo mi sta distruggendo. Non riusciamo neanche a mangiare. Ci guardiamo e immaginiamo quel ragazzo a terra. la famiglia che non lo vede piu’.

Non lo so se ci sta qualcosa per risolvere, perché anche andando a chiedere perdono, io oggi da padre non avrei accettato niente. Ti dico la verità quello che mi sento. Perchè non hanno piu’ un figlio. Che gli vai a dire. Chiedo solo perdono a tutti. Perché di sicuro non abbiamo distrutti solo due famiglie. Ma abbiamo distrutto anche dei compagni, dei fratelli con i quali uno è cresciuto. Abbiamo distrutto anche altre famiglie”

 

 


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