Lutto nel mondo del calcio: è morto a 81 anni Giovanni Lodetti, storico centrocampista del Milan, con cui vinse due Scudetti, due Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale, una Coppa delle Coppe e una Coppa Italia. Con la Nazionale si laureò campione d’Europa nel ’68.
Lodetti era nato a Caselle Lurani, nel Lodigiano il 10 agosto 1942. Ha iniziato a muovere i primi passi da calciatore nelle giovanili del Milan, ma già nel 1961 a 19 anni è stato aggregato alla prima squadra. Con i rossoneri ha vinto tutti i trofei, realizzando anche 16 reti nel corso delle sue 216 presenze con il club meneghino. Nel 1970, dopo nove stagioni, è passato dal Milan alla Sampdoria in cambio di Romeo Benetti e 350 milioni di lire.
In poco tempo è divenuto capitano dei blucerchiati con i quali ha collezionato 132 partite, 129 consecutive, di cui buona parte da capitano. Nel 1974 è stato ceduto al Foggia, prima di chiudere la carriera nel 1978 con la maglia del Novara. Con la nazionale ha collezionato 17 presenze, realizzando anche due gol: una doppietta al Galles in un’amichevole vinta dagli azzurri per 4-1 nel 1965. La sua ultima presenza la finale degli Europei vinta nel 1968 ai tempi supplementari contro la Jugoslavia.
La corsa allo Scudetto è, nonostante il largo vantaggio dell’Inter, ancora aperta. Dettagli, episodi, controversie: basta un attimo per riaccendere la corsa allo Scudo.
Chi può influenzare in maniera significativa le sorti del campionato? Chi sarà il Fattore X di questa stagione? A nostro parere i giocatori che cambiano le stagioni sono quelli in grado di rompere lo schema tattico e l’equilibrio delle partite.
Gennaio si avvicina e per il Napoli il mercato si preannuncia intenso, tra rinforzi necessari a centrocampo e possibili partenze in attacco. Tra i giocatori in bilico c’è Lorenzo Lucca, arrivato in prestito dall’Udinese con obbligo di riscatto stimato intorno ai 30 milioni di euro.
Inizialmente avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di vice-Lukaku. Tuttavia, il grave infortunio del belga ha cambiato le carte in tavola. L’arrivo di Rasmus Hojlund dal Manchester United, già decisivo con gol e prestazioni convincenti, ha ulteriormente complicato le prospettive per Lucca. Con Big Rom vicino al rientro, la concorrenza in attacco diventa ancora più agguerrita.
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
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