Prima c’è il Napoli, poi Inter, Milan e pure la Lazio, ma la sua Juventus ha il ‘vantaggio’ di non giocare le coppe europee e quindi se “l’obiettivo minimo” è tornare in Champions allo stesso modo l’obbligo è quello di “trasformare l’amarezza in rabbia”. Eccolo l’Allegri pensiero in vista della gara di debutto della sua Juventus in casa dell’Udinese.
Con i bianconeri che – volontà o strategia – il toscano piazza oltre la griglia di favorite per il titolo: “Il Napoli è favorito per lo scudetto, poi l’Inter ha una squadra forte e ci sono anche il Milan e la Lazio che è arrivata seconda l’anno scorso”, ha detto il tecnico juventino in conferenza stampa.
Tra un in bocca al lupo a Spalletti nuovo ct (“è un incarico importante”) e un pensiero per Mancini (“Dal di fuori è impossibile giudicare, posso solamente dire che Mancini ha fatto un ottimo lavoro in Nazionale, ha vinto un Europeo. Avrà avuto i suoi motivi”), Allegri sembra già concentrato sul far funzionare al meglio fin dall’inizio il suo ‘instant team’ che sembra costruito per tornare a vincere subito: “Una cosa che noi dovremo migliorare sono le partite in trasferta, l’anno scorso la differenza tra noi e il Napoli sono stati i 15 punti in trasferta”, ha aggiunto.
Allegri: “Non partecipare alla Champions non è bello, l’avevamo conquistata”
Ma certo, se non giocare la Champions per via delle sentenze della Figc, non fare neanche la Conference (come deciso dagli organi di giustizia della Uefa) può essere invece un vantaggio: “Non partecipare alla Champions non è una bella cosa, soprattutto perché l’avevamo conquistata sul campo. Bisogna esser bravi a trasformare questa amarezza in rabbia per ottenere risultati e giocarla l’anno prossimo”, precisa Allegri.
“Non so se è uno svantaggio o un vantaggio, lo vedremo – ha aggiunto -. Tecnicamente cambia il modo di lavorare, ma c’è amarezza e dispiacere perché il club è abituato a partecipare alla Champions League”. Quella Champions che ora la Juventus ha l’obbligo di tornare a giocare: “La Juve quando parte lo fa per ottenere il massimo dei risultati, l’obiettivo minimo è quello di rientrare in Champions League. Non è mai un anno zero, si lavora per migliorare quello che è stato fatto l’anno prima. Dobbiamo lavorare bene di squadra e ottenere i risultati, ora è inutile fare i titoli ‘la Juve lotta per vincere lo scudetto'”, ha chiarito.
Diverso il capitolo mercato, dai mancati arrivi di Lukaku e Berardi, alle conferme di Vlahovic e Milik con l’aggiunta di Weah e Facundo Gonzalez: “Al mercato ci pensa la società, sono molto contento della rosa che ho a disposizione e soprattutto di come sta lavorando il gruppo. Dove possiamo arrivare lo vedremo strada facendo, la squadra ha ampi margini di miglioramento”, si dice soddisfatto Allegri, che sull’inizio già travagliato di Paul Pogba ha sottolineato: “Di Pogba sono contento per la partitella che ha fatto l’altro giorno (con l’Alessandria, ndr). E’ un giocatore diverso dagli altri, viene da un anno e mezzo di inattività, averlo a disposizione tutti i giorni per tutte le partite sarebbe già un bel vantaggio per noi. Oggi valuterò se portarlo a Udine o no”.
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