Questa mattina i Carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna insieme al personale del 118 sono intervenuti nella variante bis per un investimento, nel comune di Marigliano.
Dai una prima sommaria ricostruzione ancora da verificare pare che una 23enne del posto mentre faceva jogging sarebbe stata investita da un Tir in transito.
Il camionista si è fermato ed ha chiesto soccorsi. La ragazza è stata trasferita in codice rosso nell’ospedale di Nola, in pericolo di vita.
I carabinieri stanno facendo tutti gli accertamenti e le verifiche per stabilire l’esatta dinamica dell’incidente e nel frattempo il conducente del tir è stato sottoposto alle analisi del caso per stabilire se fosse idoneo alla guida al momento dell’investimento.
Salerno, scabbia al Ruggi, 8 casi tra pazienti e personale: scatta il protocollo di emergenza
Salerno - L'Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona ha confermato la presenza di alcuni casi di scabbia all'interno della struttura. La Direzione Aziendale ha diramato una nota ufficiale per rassicurare sulla tempestività delle misure adottate e sul controllo della situazione epidemiologica. Otto contagi accertati in tre reparti Il bilancio aggiornato parla di otto persone contagiate: tre pazienti ricoverati e cinque operatori socio-sanitari (OSS). I tre degenti risultano distribuiti in altrettanti reparti differenti, con un caso registrato nel reparto di Cardiologia e gli altri due in unità operative situate al di fuori della torre principale. Per quanto riguarda il personale sanitario, tutti e cinque gli operatori contagiati prestano servizio all'interno della Torre Cardiologica. Il paziente zero e la catena del contagio Secondo le prime ricostruzioni, l'origine dell'infezione sarebbe riconducibile a un paziente zero probabilmente ricoverato proprio in Cardiologia, dal quale si sarebbe poi propagato il contagio al personale sanitario. Gli operatori colpiti sono stati immediatamente posti in sorveglianza domiciliare con relativa terapia specifica, come previsto dai protocolli sanitari. La scabbia, infatti, non richiede ricovero ospedaliero e può…
«Per mio figlio il tempo sta scadendo»: l’appello della mamma del bimbo ricoverato al Monaldi
Napoli - “Per mio figlio il tempo sta scadendo, urge un cuore nuovo”. Patrizia Mercolino, mamma del bambino di due anni ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli, lancia un appello pubblico mentre il piccolo resta agganciato all’ECMO, la macchina che ossigena il sangue e sostiene le funzioni vitali in attesa di un nuovo trapianto. “Qualche giorno dopo il trapianto ci hanno chiamato e ci hanno detto che il cuoricino nuovo non partiva”, racconta la donna. Da lì la corsa contro il tempo: “Le ore passano e c’è poco tempo”. Il trapianto e l’emergenza: il cuore “non partiva” Secondo quanto riferito dalla famiglia, il bambino era stato sottoposto a trapianto con un cuore arrivato poi ritenuto inutilizzabile. Nei giorni successivi all’intervento, sempre stando al racconto della madre, l’organo non avrebbe ripreso a funzionare, rendendo necessario collegare il piccolo all’ossigenazione extracorporea. Da quel momento l’obiettivo è uno solo: trovare rapidamente un nuovo organo compatibile. Le contestazioni del legale: conservazione e “ghiaccio secco” A supportare la famiglia è l’avvocato Francesco Petruzzi, che definisce l’accaduto “gravissimo” e indica tra le possibili cause l’utilizzo del ghiaccio…
Napoli, trapianto fallito al Monaldi, la corsa contro il tempo per salvare il bimbo
Napoli – È una corsa contro il tempo, fatta di ore che scorrono troppo in fretta e di speranze che si assottigliano. All’ospedale Monaldi di Napoli un bambino di due anni e tre mesi è in attesa urgente di un nuovo trapianto di cuore, dopo che il primo intervento si è rivelato inutilizzabile. A raccontare l’angoscia di queste ore è la madre, Patrizia, che da giorni vive sospesa tra l’attesa e la paura di non farcela. «Le speranze diventano sempre meno» «Oggi mi sento malissimo. Più passano le ore di attesa e più mi sento peggio di prima», racconta la donna. «I medici mi hanno spiegato che con il passare dei giorni le speranze diminuiscono. E lo vedo anche dal viso di mio figlio». Il piccolo è ricoverato al Monaldi da circa cinquanta giorni, in condizioni critiche, dopo il fallimento del primo trapianto. Un tempo che, secondo i sanitari, non può allungarsi ancora. La telefonata della direttrice del Monaldi Nella giornata di oggi la madre è stata contattata dalla direttrice generale dell’ospedale, Anna Iervolino. «Mi ha chiamata per dirmi che…
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