Tra storia, cultura, enogastronomia e tecnologia.
Per la prima volta a Pimonte un viaggio immersivo in 3D nella storia, nella cultura, nei sapori dei Monti Lattari. Questo è ‘Radici di Gusto’, un progetto ideato e realizzato da Antonio Verdoliva, 22enne pimontese, che ha voluto coniugare la storia millenaria dell’entroterra stabiese con la tecnologia di ultima generazione.
Con Radici di Gusto chiunque, indossando un visore VR, potrà immergersi nella realtà di Pimonte e dei Monti Lattari, attraverso alcuni video che ripercorrono la storia della cittadina alle pendici del monte Faito e delle popolazioni che hanno abitato l’area nei secoli passati. In questo viaggio tridimensionale i visitatori potranno scoprire le ricchezze gastronomiche del territorio, come le castagne e le ciliegie pimontesi, gli ulivi o la mela limoncella, specialità unica nel suo genere, e ‘volare’ su dei luoghi dalla bellezza mozzafiato.
“Radici di Gusto nasce dalla volontà di aggiornare e ampliare l’offerta turistica pimontese – ha spiegato Antonio Verdoliva – Il nostro è un territorio splendido ma che ancora non è riuscito ad affermarsi nei grandi circuiti turistici internazionali, che subisce la concorrenza di cittadine ben più affermati come Sorrento, Amalfi o Ravello. Con l’utilizzo della tecnologia, in particolare dei visori VR, vogliamo attrarre un pubblico nuovo e più ampio dando, al contempo, dare nuove e diverse possibilità di lavoro ai giovani di Pimonte. Il nostro Comune sta vivendo un lento spopolamento e tanti ragazzi ogni anno cercano fortuna altrove. Sono convinto, invece, che il turismo può essere veicolo di rinascita e noi giovani dobbiamo essere in grado di cogliere quest’opportunità, soprattutto adesso che la Campania sta vivendo un vero e proprio boom di visitatori”. Ha concluso il fondatore Antonio Verdoliva.
Radici di Gusto si trova al centro di Pimonte, in piazza Roma 31, e ai turisti offre, oltre all’esperienza 3D, prodotti gastronomici di altissima qualità e rigorosamente a chilometro zero, come olio, confetture o composte. Il progetto riserva un’attenzione particolare anche alle persone con disabilità, grazie al servizio navetta che raggiungendo tutti i Comuni circostanti consente a tutti di arriva a Pimonte senza difficoltà.
Pimonte – Si chiude con un’assoluzione piena, per non aver commesso il fatto, l’odissea giudiziaria di Antonio Chierchia. Dopo oltre un anno di detenzione, il Collegio giudicante del Tribunale di Torre Annunziata (Presidente Aufieri, a latere Salzano e De Simone) ha ribaltato il quadro accusatorio che pendeva sull'imputato, accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso.…
Pimonte– Una banale lite di vicinato per il viavai degli operai edili poteva trasformarsi in tragedia. È quanto accaduto lo scorso 16 giugno sui Monti Lattari, dove un uomo di 53 anni, esasperato dai lavori di ristrutturazione dei vicini, li avrebbe minacciati di morte impugnando una pistola. Oggi, per quell'uomo, è scattata una misura cautelare…
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
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