Per anni è stato il perno centrale della miglior difesa italiana, prima con Conte e poi con Allegri, ma il tempo passa per tutti. Anche per la Juventus e per Leonardo Bonucci.
Hanno dovuto accettarlo prima di lui i suoi compagni di reparto Barzagli e Chiellini, ed ora sembra proprio sia arrivato il suo turno. La condizione fisica e quella mentale non sembrano più reggere come prima: i dubbi sul suo futuro e sulla carriera si fanno sempre più insistenti, come ammesso anche da lui stesso in queste ore sul suo profilo Instagram in maniera molto enigmatica – ma non troppo.
Il futuro di Bonucci è più che mai incerto
La stagione di Bonucci è stata senza dubbio la peggiore da quando veste la maglia della Juventus. Un po’ per i troppi infortuni e un po’ per alcune scelte di Allegri, il ragazzo è spesso rimasto fuori quest’anno: per lui solo 16 partite e 1 rete in questa Serie A. Numeri di certo insoliti per un campione come lui.
La condizione fisica gli ha spesso giocato brutti scherzi, e di conseguenza in campo si è spesso fatto trovare impreparato: lento, macchinoso e carente di leadership – tutte caratteristiche che invece era proprie del numero 19 nei suoi tempi migliori.
Come si è visto dalla semifinale persa in Nations League contro la Spagna con la maglia dell’Italia, sembra proprio che Bonucci sia arrivato a 36 anni completamente scarico. Gli altri vanno troppo forte e sembrano aver quell’entusiasmo in più che fa la differenza. Chiaramente, la terribile stagione a livello di risultati della Juventus non ha aiutato.
Tutto ciò è riassunto e dimostrato nell’enigmatico messaggio postato dallo stesso giocatore sul proprio profilo Instagram: lo stemma della Juventus seguito da un punto. Per qualcuno, significa chiaramente che Bonucci ha intenzione di mettere la parola fine alla sua seconda esperienza con la Juventus, e quindi anche alla sua carriera.
I successi di Bonucci con la Juventus
Arrivato dal Bari nell’inverno del 2011 in un momento a dir poco complicato, Bonucci ha fatto le fortune della Juventus per tanti anni. In estate infatti è tornato a Torino da allenatore Antonio Conte, che ben presto ha riportata la Vecchia Signora dove merita: sul tetto d’Italia.
Prima con lui e poi con Massimiliano Allegri in panchina, fino alla singola stagione di Maurizio Sarri, la Juventus ha fatto la storia: ben 9 scudetti vinti consecutivamente. E Bonucci? Salvo l’esperienza al Milan per una stagione, il numero 19 è sempre stato titolare al centro della difesa, prima a 3 come libero e poi a 4, per poi tornare di nuovo nel terzetto.
Al di là di tutti i trofei nazionali vinti, Bonucci ha registrato con la Juventus fra tutte le competizioni la bellezza di 502 presenze, 37 gol e 8 assist. Per tutti questi anni, il gol di Bonucci è stato un bell’asso nella manica per gli scommettitori che navigavano su casino online esteri e italiani. Questo però, probabilmente, non potrà più accadere.
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
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