Si è presentava al lavoro in una clinica sempre in stato di ubriachezza e per tentare di smaltire la sbornia in tranquillità, iniettava ai pazienti dosi massicce di sedativi. Questo ha portato alla sfortunata morte di alcuni pazienti. L’infermiere tedesco di 27 anni è stato processato e condannato all’ergastolo dal tribunale di Monaco per aver causato la morte di due pazienti.
Inoltre è stato giudicato colpevole anche di sei capi di imputazione per tentato omicidio di altrettanti pazienti a cui avrebbe iniettato lo stesso cocktail di farmaci rischiando di uccidere anche loro.
“Volevo solo essere lasciato in pace. Non volevo uccidere nessuno, mi dispiace molto per tutto questo. Avevo i postumi della sbornia, il mio obiettivo era solo quello di essere in grado di usare il mio cellulare. Questa è la verità”, ha dichiarato il ragazzo in tribunale.
I due pazienti deceduti dopo l’iniezione, avevano rispettivamente 80 e 89 anni, avevano diverse patologie e il forte mix di sedativi è stato fatale per loro.
L’uomo ha confessato di avere gravi problemi con l’alcol e di spendere fino a 150 euro al giorno. Spesso si svegliava con i postumi della sbornia e non era in grado di svolgere le sue mansioni di operatore del reparto di neurochirurgia.Questa situazione si è protratta per quattro mesi prima che venissero presentate delle denunce, che hanno portato al suo arresto nel novembre 2020.
Un imprevisto surreale ha mandato in tilt la trasferta di Champions del Monaco. I giocatori della squadra francese si erano imbarcati per raggiungere Bruges, convinti di viaggiare comodi e concentrati verso l’appuntamento europeo. Ma il condizionatore dell’aereo ha smesso di funzionare, trasformando la cabina in una fornace.
Caldo insopportabile, aria irrespirabile e una situazione talmente estrema da costringere diversi calciatori a restare in mutande, anche sulla pista di volo, per cercare sollievo. Il disagio, che ha generato non poca ilarità ma anche frustrazione, ha avuto conseguenze pesanti: il decollo è stato annullato e il viaggio è stato rimandato di 24 ore.
Napoli – Un nuovo, gravissimo episodio di violenza ai danni di chi indossa un camice e lavora per salvare vite. Un infermiere del Pronto Soccorso dell’ospedale Cto (Centro Traumatologico Ortopedico) di Napoli è stato aggredito fisicamente da una paziente nella serata di ieri. La dinamica, ricostruita dall’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”, è emblematica di un clima di intolleranza sempre più diffuso. La donna, una 60enne napoletana che accompagnava la figlia per una visita, avrebbe preteso di saltare la fila per ottenere un’assistenza immediata, violando le regole del triage. All’invito del personale sanitario a rispettare le procedure, la 60enne ha prima scatenato una violenta aggressione verbale, per poi passare alle vie di fatto. Con la propria borsa, all’interno della quale si trovavano oggetti pesanti, ha colpito ripetutamente l’infermiere alla testa. L’allerta è scattata immediatamente. Una chiamata alla Sala Operativa della Polizia di Stato ha portato sul posto, in tempi rapidissimi, gli agenti del Commissariato Arenella. Giunti al Pronto Soccorso, hanno raccolto la testimonianza shock dell’infermiere aggredito, che ha denunciato i fatti. La donna è stata quindi denunciata per lesioni personali aggravate dalla Polizia. L’aggravante, come sottolineano le fonti, sussiste in quanto il reato è stato commesso ai danni di un operatore sanitario durante l’orario di servizio. L’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate” ha portato immediatamente alla luce il caso, definendolo non isolato ma anzi, parte di una emergenza sistemica. Sul suo profilo Facebook ha evidenziato un dato agghiacciante: questo sarebbe il 37mo episodio di aggressione registrato dall’inizio del 2025 nel solo territorio dell’Asl Napoli 1 Centro. Un numero che dipinge un quadro inaccettabile di quotidiana violenza contro medici, infermieri e operatori, costretti a subire abusi mentre svolgono un servizio essenziale per la comunità. Un grido d’allarme che chiede interventi urgenti per la sicurezza del personale sanitario.
Pagani – Una serata che doveva essere di svago si è trasformata in un incubo per un infermiere del pronto soccorso dell’ospedale “Martiri del Villa Malta” di Sarno, da oltre vent’anni impegnato in prima linea nell’emergenza-urgenza. L'altra sera, mentre si trovava in un ristorante di Pagani per una serata di karaoke, è stato testimone di…
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