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A Napoli arriva Fred Hersch, leggenda vivente del jazz

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In trent’anni di carriera il suo segno nel panorama musicale.

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Fred Hersch arriva per la prima volta a Napoli, in Villa Pignatelli, giovedì 25 maggio alle ore 20,15 nell’ambito del Maggio della Musica, rassegna realizzata in collaborazione con la Direzione regionale Musei Campania.

“Una leggenda vivente”, secondo il New Yorker, “il pianista più innovativo e sorprendente dell’ultimo decennio jazz” come lo ha definito Vanity Fair. Insediatosi ormai stabilmente nel pantheon pianistico del jazz, Hersch è dotato di una forza creativa e di un’autorevolezza che gli hanno consentito, in oltre trent’anni di carriera, di lasciare un segno nel panorama musicale come improvvisatore, compositore, formatore, bandleader, partner di artisti illustri e star della musica. Candidato per quindici volte ai Grammy Awards, ha ottenuto una fitta serie di prestigiosi riconoscimenti in ambito jazz.

Tra i più recenti, citiamo il “Doris Duke Artist 2016”, “Jazz Pianist of the Year” della Jazz Journalists Association (2016 e 2018) e il Prix Honorem de Jazz 2017, conferitogli dalla Acádemie Charles Cros come riconoscimento alla carriera. Nel 2021, si è classificato al secondo posto come musicista jazz dell’anno nel Down Beat Critics Poll.

La rivista francese Jazz Magazine lo ha nominato Artista dell’anno 2021. Il disco “The Song is you”, inciso assieme a Enrico Rava ha scalato la classifica della rivista Musica jazz, risultando Disco dell’anno nel 2022. Con più di 50 album all’attivo, Hersch riceve costantemente elogi dalla critica e premi internazionali ad ogni nuova uscita. In nessun altro territorio musicale la tecnica eccellente e la ricchezza emotiva dell’arte di Hersch risultano tanto evidenti quanto nelle sue performance solistiche mozzafiato. Ed è da solo che lo ascolteremo a Napoli.

Jazz Times ha descritto il suo modo di suonare in piano solo come “…una forma d’arte completa, autosufficiente, eccezionalmente pura”, mentre All About Jazz ha osservato che “…se parliamo di piano solo jazz, allora esistono solo due categorie di esecutori: Fred Hersch e poi tutti gli altri”. Del suo album “Songs from Home” del 2020, All About Jazz ha detto che rappresenta “…un messaggio di quiete e speranza tra le sofferenze della vita”, mentre All Songs Considered della stazione radio pubblica statunitense NPR lo ha definito un “ascolto necessario”.

Lo stesso disco è stato nominato da Slate tra le 10 migliori produzioni jazz del 2020. Formatore e docente, Hersch ha insegnato al New England Conservatory, alla Juilliard School, alla New School e alla Manhattan School of Music, oltre a tenere masterclass in tutto il mondo. Ha ricevuto Lauree honoris causa dal Grinnell College e dalla Northern Kentucky University.

L’influenza di Hersch si è fatta sentire su tutta una nuova generazione di pianisti jazz, che va dagli ex allievi Brad Mehldau, Sullivan Fortner e Ethan Iverson al suo collega Jason Moran, il quale ha detto: “Fred al pianoforte è come LeBron James sul campo da basket. È la perfezione”. Due le tappe italiane del suo tour europeo: il 25 a Napoli e il 26 a Monza


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