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Positano, al via cantiere didattico Icr al Museo Archeologico Romano

Nel mese di novembre avrà inizio il cantiere didattico ICR per lo studio e la conservazione dei dipinti murali della domus ipogea del Museo Archeologico Romano

    Positano, al via cantiere didattico Icr al Museo Archeologico Romano

    Nel mese di novembre avrà inizio il cantiere didattico ICR per lo studio e la conservazione dei dipinti murali della domus ipogea del Museo Archeologico Romano (MAR) di Positano. Il cantiere, che vedrà coinvolti gli allievi del IV anno del Percorso Formativo Professionalizzante 1 della Scuola di Alta Formazione di Matera ed i loro docenti, è il frutto di una lunga collaborazione tra tre differenti istituzioni: l’Istituto Centrale per il Restauro, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino e il Comune di Positano.

    A partire dal 2006, la sinergia tra il Comune di Positano e l’ICR ha consentito di individuare le scelte più appropriate per la conservazione delle superfici dipinte della villa romana; studi, ricerche ed esperienze di scavo si esprimono nel cantiere della villa e nel Museo Archeologico contribuendo alla conoscenza storica dei luoghi. La gestione del Museo da parte del Comune di Positano ed il contributo specialistico nell’ambito dell’attività scientifica del gruppo di lavoro dell’ICR sono il binomio fondamentale per la conservazione del patrimonio pittorico del I sec. d.C. che meglio rappresenta la storia della cittadina costiera.

    Il cantiere si configura come punto di arrivo di uno studio approfondito condotto dai funzionari tecnico-scientifici dell’ICR, il cui intervento, richiesto dalla Soprintendenza e supportato dal Comune di Positano, è stato necessario per la messa a punto di efficaci strategie conservative, che verranno attuate durante il cantiere scuola.

    L’OPERA

    Nel luglio del 2018 è stata aperta al pubblico una porzione della lussuosa villa marittima della prima età imperiale romana. Riscoperta nel 2003 e intercettata a circa dieci metri di profondità sotto il complesso monumentale dell’attuale Chiesa di Santa Maria Assunta, della sua esistenza si aveva già notizia dalla metà del XVIII secolo, quando l’ingegnere della guardia reale borbonica, Karl Weber, annotò in una sua relazione della presenza dei ruderi di un edificio antico con pavimenti musivi e pitture parietali sotto la chiesa madre, nella baia di Positano.

    Dai dati archeologici rilevati durante le indagini sistematiche, il complesso residenziale, che si sviluppava su più piani e degradava verso il mare con un sistema di rampe e terrazze, fu distrutto e abbandonato in seguito all’eruzione pliniana del 79 d.C., quando un consistente deposito di ceneri si formò sui monti retrostanti: con l’attivazione poi di piogge alluvionali che seguirono l’evento vesuviano, una colata di fango si incanalò lungo il fondovalle investendo la villa, già allora in corso di restauro dopo i danni che aveva subito a causa del sisma che colpì la zona nel 62 d.C. La porzione della villa marittima restituita al pubblico e rilevata nella cripta della Chiesa Madre è al momento relativa solo a un settore, di circa 30 metri quadrati, di una delle sale da pranzo (triclinium) che attraverso un peristilio porticato dotato di colonne di laterizio stuccate in rosso, di cui si conservano alcuni frammenti, si apriva direttamente sulla baia di Positano.

    Le due pareti conservate, quella nord e quella est, contigue, presentano una struttura muraria in opera cementizia con paramento in opera reticolata la cui superficie è rivestita da pitture parietali ad affresco nel cosiddetto “Quarto Stile” pompeiano (50-79 d.C. ca) con architetture a più piani nella tipica tripartizione in zoccolo, zona mediana e superiore.

    L’ INTERVENTO DI RESTAURO

    L’intervento di restauro, che interesserà le superfici dipinte del MAR di Positano, avrà un duplice carattere, operativo e sperimentale, reso necessario dalla singolarità tipologica del bene. Le particolari esigenze conservative dei dipinti ipogei e le limitazioni tecniche e logistiche che questi ambienti impongono al restauratore, rappresentano una sfida con cui l’ICR si misura sin dai primi anni della propria attività. L’interesse verso questo filone di ricerca incentrato sulle problematiche conservative degli ipogei, è sempre stato una caratteristica dell’ICR, che nel corso degli anni si è occupato della messa a punto di strategie di intervento specifiche per questo particolare tipo di ambienti. Nel solco di questa tradizione si inserisce l’intervento presso la domus ipogea di Positano, che, sfruttando le competenze già acquisite dall’ICR nella sua pluridecennale esperienza, sarà occasione per contribuire ad ampliare le conoscenze su questa tipologia di beni e sperimentare prodotti e metodologie innovativi, specificamente elaborati per le particolarissime esigenze dei dipinti del MAR.

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