Melito, Consigliere Marrone aggredito dopo video denuncia su concorso interno finisce in ospedale

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Dopo aver rivolto un’interrogazione e un video denuncia diffuso sui social al sindaco, al segretario comunale e agli organi competenti in merito alle procedure su un concorso interno al Comune di Melito, il consigliere del Gruppo Maresca Nunzio Marrone denuncia l’aggressione subita da una funzionaria della polizia municipale. Un’aggressione che il consigliere ha prontamente denunciato al locale Comando Tenenza dei carabinieri e che lo ha costretto a ricorrere alle cure ospedaliere.

«Sono stato aggredito verbalmente dalla comandante della polizia municipale – spiega Marrone – solo per aver citato il suo nome in un video messaggio in cui chiedevo chiarimenti al segretario comunale sul “giallo” delle altre due domande presentate correttamente e non menzionate, nonostante ciò, nella determina. Le mie perplessità sono risultate fondate, a quanto pare, dato che a seguito della mia azione il segretario ha subito provveduto a rettificare la stessa determina (col numero 858/2022), riconoscendomi il merito di aver posto una giusta questione».

«Perché non avrei dovuto menzionare la persona che mi ha aggredito? L’ho fatto perché la stessa era l’unica a risultare tra i partecipanti a causa della negligenza del segretario – continua il consigliere – Un pubblico ufficiale che si appresta a presentare una domanda per un concorso pubblico, vieta di essere menzionata? Nessuno può impedirmi di esercitare le funzioni che mi riconosce la legge e che sono doverose per il corretto espletamento del mio mandato».

«Essere aggredito e finire subito dopo in ospedale è stato traumatico – prosegue Marrone – ma resto fiducioso perché confido nell’azione della giustizia. Ho subito denunciato l’episodio ai carabinieri di Melito, perché credo che chi indossa una divisa non possa aggredire un amministratore pubblico che chiede una legittima richiesta di maggiore trasparenza e legalità». «Sono provato e scosso ma non mollo – conclude – Non basterà un’aggressione per fermarmi e intimorirmi. La mia azione di controllo e garanzia sarà sempre più viva e in linea con i valori in cui credo. La legalità, come dico sempre, non è slogan ma azione».


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