

“Dei terreni meravigliosi e fertilissimi ci sono a Nord di Acerra, dove dal 2004, in località “Pantano” sono abbancate tonnellate di ecoballe.
Si trovano li dalle terribili emergenze rifiuti degli anni scorso, quando sulle piazzole locali venivano scaricate 2.033 tonnellate al giorno – dichiara il consigliere Maria Muscarà – ho presentato un’interrogazione alla giunta per conoscere i tempi soprattutto di bonifica del territorio, proprio perché c’è un enorme rischio contaminazione dei terreni.
Stanno emergendo esalazioni moleste e i liquami pericolosi continuano a fuoriuscire liberamente dai rifiuti, proprio dalla fase di movimentazione e rimozione delle ecoballe. Dinanzi all’inceneritore, sono rimaste circa 49 mila tonnellate da smaltire; mentre le acque meteoriche delle restanti piazzole, di cui due tuttora occupate da tonnellate di rifiuti, confluiscono direttamente nei terreni circostanti.
Tanto per non cambiare, le operazioni di rimozione sono affidate ad un’azienda lombarda, la Vibeco, dopo la vittoria di un appalto da 20 milioni di euro, per rimuovere e spedire in Olanda e Danimarca le 100mila tonnellate di ecoballe accumulate ad Acerra e a Fragneto Monforte, in provincia di Benevento.
Tralasciando il fatto che siamo sempre costretti ad affidarci ad aziende fuori dalla Campania per le “grandi opere”, abbiamo il diritto di sapere quale sia lo stato di attuazione per l’applicazione del Decreto 152/2006 art. 239 e quali sono i tempi previsti” – conclude il consigliere.
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