Alberto Genovese è una figura che ha attirato grande attenzione pubblica negli ultimi anni, sia per il suo indiscusso talento imprenditoriale sia per vicende personali che ne hanno segnato il percorso. Fondatore di realtà di successo come Facile.it e Prima Assicurazioni, ha contribuito in modo significativo al panorama delle startup italiane. Parallelamente alla brillante carriera, ha attraversato momenti complessi della propria vita privata, che hanno avuto un ampio risalto mediatico e giudiziario.
La formazione universitaria e la carriera
Laureato alla Bocconi, è uno dei protagonisti più discussi dell’imprenditoria digitale italiana. Fondatore di startup di successo come Facile.it e Prima Assicurazioni, ha contribuito in modo significativo alla crescita dell’ecosistema tech nazionale. Conosciuto per il suo intuito nel mondo del business, è riuscito a trasformare idee innovative in realtà ad alto impatto economico. La sua carriera è stata bruscamente interrotta da gravi vicende giudiziarie che lo hanno portato alla condanna e alla detenzione. Dopo un percorso personale complesso, Genovese ha scelto di allontanarsi dalla scena pubblica, lasciando un’eredità imprenditoriale che rimane ancora oggi al centro del dibattito.
La dipendenza e la violenza: le fasi difficili della vita di Alberto Genovese
Alberto Genovese non ha mai nascosto la sua debolezza legata alla dipendenza da sostanze stupefacenti, problema che ha avuto un impatto importante sulla sua vita personale e professionale. In un’intervista relativamente recente, l’imprenditore ha raccontato di come la dipendenza da sostanze stupefacenti lo abbia spinto a mettere in atto comportamenti che mai avrebbe immaginato di riuscire a fare, tra cui violenza nei confronti di una giovane donna.
Nel corso del 2020, infatti, è stato arrestato per violenza nei confronti di una giovane di 18 anni, durante una festa tenutasi nella sua casa di Milano: Terrazza Sentimento. Un’esperienza che ha cambiato totalmente la sua vita, perché oltre ad averlo portato a varcare le porte del carcere, Genovese ha iniziato un lungo percorso di riabilitazione presso la comunità terapeutica Crest di Cuveglio.
La sua tossicodipendenza ha avuto conseguenze gravi, ma ha anche segnato l’inizio di un percorso di impegno sociale, insieme a un lungo percorso di cambiamento interiore. La sua esperienza può aiutare a sensibilizzare le persone su questo tema importante, perché i periodi bui della vita possono diventare solo un ricordo, quando ci si impegna a reagire e trasformare gli errori in opportunità di miglioramento personale.
Un percorso di vita negativo segnato da una svolta
Il percorso personale di Alberto Genovese ha conosciuto una fase profondamente negativa, legata a una grave dipendenza da sostanze che ha compromesso il suo equilibrio e la sua capacità di controllo. È in questo contesto che si collocano i comportamenti che hanno portato alle note conseguenze giudiziarie, segnando una frattura netta rispetto alla vita professionale costruita negli anni precedenti.
La dipendenza ha avuto un ruolo determinante nel deterioramento del suo stile di vita, trascinandolo in una spirale autodistruttiva che ha avuto ripercussioni irreversibili. Questo periodo ha rappresentato un punto di non ritorno, ma anche l’inizio di una svolta obbligata. L’interruzione forzata della vita pubblica ha aperto una fase di presa di coscienza, segnata dal distacco dal passato e da un percorso di riflessione personale.
Il processo e le assoluzioni a suo carico
Il caso di Genovese ha sollevato nel corso di questi anni un grande dibattito sulla violenza di genere e sulla responsabilità personale. Il processo a suo carico ha visto dieci assoluzioni e tre condanne. Genovese, infatti, così come i suoi difensori, ha sempre dichiarato di essere vittima della dipendenza alla droga e di aver compiuto i reati in un momento di grave crisi personale.
Le dieci assoluzioni a suo carico sono state emesse per i seguenti reati: cinque assoluzioni per mancanza di prove, tre assoluzioni per non aver commesso il fatto e due assoluzioni per avvenuta prescrizione del reato.
La redenzione e il nuovo inizio
Dopo il carcere, Genovese ha iniziato un percorso riabilitativo come lavoratore volontario all’esterno del carcere di Bollate, dove trascorre la notte, e ha fondato una fondazione che oggi rappresenta un importante punto di riferimento per le persone tossicodipendenti e vittime di violenza, la Fondazione “Laura e Alberto Genovese”.
Questa si pone un ambizioso progetto: dare un supporto concreto alle famiglie che convivono con la tossicodipendenza di un proprio caro, in modo del tutto gratuito. La fondazione fornisce colloqui psicologici, gruppi di sostegno e orientamento verso percorsi di cura.
Com’è cambiato oggi Alberto Genovese?
L’imprenditore ha trovato la forza di ricostruire la sua vita e di aiutare gli altri a fare lo stesso. La sua storia è un esempio di come la redenzione sia possibile, affrontando le debolezze personali e trasformandole in forza, anche quando gli errori compiuti sono gravi.
-
16 Settembre 2025 - 10:55
-
4 Settembre 2025 - 17:35
FONTE REDAZIONE






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti