“Apprendo con dispiacere che anche al ‘Picco’ di La Spezia durante la partita con il Sassuolo sono stati ascoltati cori razzisti contro Napoli e i napoletani. L’accaduto è ancor più grave perché nella gara non era impegnata la squadra del Napoli“. E’ la presa di posizione di Giuseppe Pecoraro, ex capo della procura della Federcalcio.
“Vanno presi provvedimenti di altra natura – aggiunge Pecoraro – Oltre alla solita solidarietà delle istituzioni che si manifesta in queste circostanze, propongo che non solo siano irrogate sanzioni disciplinari esemplari, ma anche che il sindaco di La Spezia con il presidente della squadra, nel prendere le distanze, facciano qualcosa di concreto: assumano iniziative che esaltino sotto il profilo culturale e sportivo la grandezza di Napoli e del suo popolo, da mostre a convegni, così come riconosciuta in tutto il mondo: le iniziative prese potrebbero attenuare le pene”.
La Spezia– Due padri, due dolori speculari e terribili, divisi da una lama che ha cancellato il futuro di un giovanissimo. A poche ore dalla tragedia che ha sconvolto l'istituto professionale di La Spezia, parla Boulkhir Atif, il padre del 18enne che ha sferrato i colpi mortali contro Abanoub. Non cerca giustificazioni, ma offre un…
La Spezia. Un coltello portato dall’esterno, una classe come teatro dell’aggressione, decine di studenti sotto shock. È morto in serata Youssef Abanoub, 18 anni, italiano di origini egiziane, accoltellato all’interno dell’Istituto professionale “Domenico Chiodo” di via XX Settembre. Il presunto aggressore, un 19enne (A.Z.), è stato fermato dalla Polizia di Stato e interrogato per ore…
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
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