Terracina, arrestata sindaca e componenti della giunta: 50 indagati. L’accusa è corruzione.
Il sindaco di Terracina Roberta Tintari, è stata arrestata stamattina. L’accusa mossa nei suoi confronti è quella di corruzione. Raggiunti da misure cautelari tra gli altri, anche l’assessore ai lavori pubblici, il presidente del consiglio comunale e l’ex vice sindaco Pierpaolo Marcuzzi.
Sono 5 le persone finite agli arresti domiciliari e altre sette interdette dai pubblici uffici a seguito di una vasta operazione dei carabinieri coordinata dalla procura di Latina. Tra le ipotesi di reato anche quella di corruzione.
L’indagine riguarda le concessioni balneari e poi in generale il settore del demanio marittimo. Secondo le prime informazioni sarebbero coinvolti anche altri assessori e dirigenti comunali.
Cinquanta in tutto gli indagati. E’ accusata di turbata libertà degli incanti e falso la sindaca di Terracina, Roberta Tintari, arrestata oggi nell’ambito di una operazione dei carabinieri di Latina e della Capitaneria di Porto.
Alla sindaca, in particolare, è contestato un episodio di turbata liberta’ degli incanti in relazione alla gestione dell’arenile comunale. Insieme a lei, per fatti che risalgono al 2019, è coinvolto anche l’allora vicesindaco Pierpaolo Marcuzzi, gia’ arrestato a gennaio scorso.
Arrestati anche il presidente del consiglio comunale e altri due assessori. In generale l’inchiesta riguarda il settore del demanio marittimo.
Napoli - Ha respinto ogni addebito il consigliere regionale della Campania Giovanni Zannini, ascoltato ieri dal Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Daniela Vecchiarelli, nell’ambito dell’inchiesta che lo vede indagato per corruzione, concussione, falso e truffa ai danni dello Stato. L’audizione rientra nel procedimento avviato dalla Procura sammaritana, guidata da Pierpaolo Bruni, che…
Si terrà domani l’interrogatorio preventivo davanti al gip per Giovanni Zannini, consigliere regionale della Campania in forza a Forza Italia, coinvolto in tre diverse inchieste coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Le accuse contestate sono pesanti e spaziano dalla corruzione alla concussione, dal falso alla truffa ai danni dello Stato.
Le contestazioni riguardano fatti risalenti alla precedente consiliatura, quando Zannini sedeva tra i banchi della maggioranza a sostegno del presidente Vincenzo De Luca e ricopriva il ruolo di presidente della commissione regionale Ambiente. Secondo l’impianto accusatorio, il consigliere avrebbe fatto parte di un presunto sistema politico-clientelare capace di influenzare nomine in enti pubblici, tra cui aziende sanitarie locali, e dinamiche amministrative in diversi Comuni del Casertano, compresi centri rilevanti come Caserta e Castel Volturno.
Un presunto sistema di favori, regali e interventi politici è al centro dell’inchiesta che vede coinvolto il consigliere regionale della Campania Giovanni Zannini, per il quale la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto l’arresto. La decisione è ora nelle mani del gip, chiamato a pronunciarsi il prossimo 4 febbraio. Nello stesso procedimento risultano indagati anche due imprenditori del settore caseario, padre e figlio, per i quali i pubblici ministeri hanno avanzato la richiesta del divieto di dimora.
A Zannini viene contestato il reato di corruzione. Secondo l’accusa, gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo avrebbero “regalato” al consigliere regionale una gita a Capri a bordo di uno yacht di lusso, dal valore stimato in circa 7.300 euro, in cambio di un suo intervento presso gli uffici della Regione Campania per agevolare un impianto di produzione casearia nel comune di Cancello Arnone.
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