Bimbo ucciso nel Modenese, la babysitter: “L’ho lanciato, ero in catalessi”

Ho preso il bambino e l’ho lanciato dalla finestra. Non so perche’ l’ho fatto. Ho avuto un malore, una sorta di catalessi“. Sono queste, a quanto si apprende, le scioccanti parole pronunciate durante l’udienza di convalida del suo arresto da Monica Santi, la babysitter finita in manette per aver fatto cadere da una finestra al secondo piano il bambino di tredici mesi che stava accudendo, martedi’ scorso a Soliera, sempre in provincia di Modena.

Il gip modenese Andrea Scarpa ha convalidato l’arresto per tentato omicidio a carico della 32enne carpigiana Monica Santi ; la donna, arrestata martedi’ a Soliera (Modena) per il tentato omicidio del bambino di 13 mesi che accudiva, e’ stata sentita in carcere a Modena, dove ha sostanzialmente ammesso le proprie responsabilita’, dando tuttavia confuse spiegazioni al suo gesto.

Il giudice ha confermato la custodia cautelare in carcere, come avevano chiesto il pubblico ministero Pasquale Mazzei e anche la legale della donna, Francesca Neri: “Si tratta della misura che maggiormente puo’ tutelare l’incolumita’ della mia assistita in questo momento“, ha spiegato l’avvocatessa. Questa mattina in carcere a Modena, nel corso dell’udienza di convalida, Santi ha riconosciuto la responsabilita’ dell’accaduto, confessando.

Il gip ha convalidato l’arresto per pericolo di reiterazione. Santi con ogni probabilita’ sara’ sottoposta a una perizia psichiatrica in fase di incidente probatorio. “La mia assistita ha confermato di essere stata lei a far cadere il bambino dal secondo piano, aggiungendo che non si e’ trattato di un gesto premeditato, bensi’ istintivo. Una reazione istintiva. Ha aggiunto che viveva un malessere interiore che l’aveva ridotta ad uno stato di catalessi, come se lei facesse parte di una realta’ che non le apparteneva”.

L’avvocato modenese Francesca Neri spiega con queste parole la situazione descritta dalla babysitter Monica Santi questa mattina in carcere a Modena davanti al gip nell’udienza di convalida dell’arresto. “Lei stessa – aggiunge Neri – non riesce a darsi una spiegazione dell’accaduto, in questi giorni ha sempre chiesto informazioni sulle condizioni del bambino. Una possibile causa? Ha riferito di una insoddisfazione lavorativa per una precedente esperienza, non andata a buon fine, che le aveva provocato forte stress, in un’azienda dove era segretaria amministrativa.

Anche per questo – aggiunge l’avvocato – ritengo importante una consulenza con uno psicologo che possa stabilire se cio’ abbia influito”. L’avvocato Neri conclude: “La stessa colf che e’ stata sentita dagli inquirenti a precisa domanda ha spiegato che mai la mia assistita in precedenza aveva assunto atteggiamenti non congrui con il bambino, che lo ha sempre trattato con premura”.

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Erminia Iuliano

Affronta i temi di attualità con un occhio attento ai fatti e una ricerca costante della chiarezza. Erminia Iuliano è un’autrice impegnata nel raccontare le dinamiche sociali e culturali della Campania, con uno stile diretto e accessibile. La sua passione per la scrittura e il desiderio di informare la comunità la spingono a esplorare argomenti di interesse pubblico, contribuendo a un dibattito costruttivo e consapevole.

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