Sono 26.561 i nuovi casi di Covid in Italia nelle ultime 24 ore, contro i 30.317 di ieri e soprattutto i 38.507 contagi di venerdi’ scorso, a conferma di un trend settimanale in costante calo.
I tamponi processati sono 233.745 (ieri 247.471) con il tasso di positivita’ che cala dal 12,2% all’11,4%. I decessi sono 89 (ieri 108). Le vittime totali da inizio pandemia salgono a 165.827. In calo i ricoveri: i pazienti in terapia intensiva sono 1 in meno (ieri -10), con 36 ingressi giornalieri, e sono 307 in tutto, mentre nei reparti ordinari sono 208 in meno (ieri -256), 6.812 in tutto.
E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. La regione con il maggior numero di casi odierni e’ la Lombardia con 3.539 contagi, seguita da Campania (+2.819), Lazio (+2.740), Emilia Romagna (+2.314) e Veneto (+2.191).
I casi totali dall’inizio della pandemia arrivano a 17.205.017. I dimessi/guariti delle ultime 24 ore sono 45.494 (ieri 90.017) per un totale che sale a 16.164.780. Gli attualmente positivi sono 18.765 in meno (ieri -59.403) per un totale che scende a 874.410. Di questi, 867.291 sono in isolamento domiciliare.
L'influenza continua la sua corsa inarrestabile. Il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell'Istituto Superiore di Sanità ha registrato oltre 816 mila casi di sindromi respiratorie acute nella scorsa settimana, quasi 100 mila in più rispetto ai sette giorni precedenti. Oltre il 40% delle infezioni deriva da virus influenzali e, tra questi, più della metà è riconducibile…
C’è un’Italia che non si misura in monumenti o metri quadri, ma vive nei gesti quotidiani, nei riti tramandati, nelle lingue locali e nelle tradizioni custodite dalle comunità. È questa l’Italia che emerge dal primo Censimento del Patrimonio culturale immateriale, presentato alla Camera dei deputati, che ha già raccolto oltre trentamila elementi tra tradizioni, manifestazioni, prodotti locali e saperi antichi.
Il progetto, avviato nel 2023 e promosso dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia in collaborazione con Anci e con l’Istituto centrale per il Patrimonio immateriale, sotto la supervisione del ministero della Cultura, nasce con l’obiettivo di preservare e condividere un patrimonio fragile, destinato a scomparire se non viene raccontato e trasmesso. Un lavoro che si inserisce pienamente nello spirito della Convenzione Unesco del 2003 e che, per sua stessa natura, non potrà mai dirsi concluso.
La corsa dell’Italia verso i Mondiali del 2026 entra nella sua fase più delicata. Con la conclusione dei gironi di qualificazione, il cammino verso Stati Uniti, Canada e Messico passa ora per i playoff, dove restano quattro posti ancora da assegnare. Domani a Zurigo verrà tracciato il percorso che gli Azzurri dovranno affrontare, una strada che si preannuncia tutt’altro che semplice.
La squadra guidata da Gattuso è stata inserita in prima fascia grazie al ranking FIFA, un vantaggio relativo che assicura solo un dato: la semifinale del 26 marzo si giocherà in Italia. L’avversaria, però, resta un’incognita pesante. Arriverà dalla quarta fascia, quella delle nazionali ripescate tramite la Nations League, e il ventaglio delle possibili contendenti non permette distrazioni. Tra Svezia, Irlanda del Nord, Macedonia del Nord e Romania il rischio di un incrocio complicato è reale, soprattutto con una Svezia desiderosa di riscatto e una Macedonia già capace in passato di rovinare i piani azzurri.
REDAZIONE






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