Mosca mette nel mirino l’Italia sulle sanzioni economiche, usate dall’Occidente come pressione contro la guerra in Ucraina. E attacca nello specifico il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, colpevole di essere diventato “uno dei principali ‘falchi’ nel governo italiano” dopo essere stato in prima fila nel chiedere aiuto alla Russia all’inizio della pandemia.
Un’entrata a gamba tesa, quella del direttore del dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo, Alexei Paramonov, che la Farnesina respinge “con fermezza” invitando “a fermare la brutale aggressione all’Ucraina”. Al fianco di Guerini si schiera il premier Mario Draghi: “Esprimo piena solidarieta’ al ministro, vittima di attacchi da parte del Governo russo. Il paragone tra l’invasione dell’Ucraina e la crisi pandemica in Italia e’ particolarmente odioso e inaccettabile”.
Mentre l’Europa valutera’ nel prossimo consiglio europeo del 24 e 25 marzo nuove sanzioni per cercare di convincere Mosca al cessate il fuoco, e l’esecutivo italiano ha messo in campo ieri un nuovo pacchetto di interventi contro il caro energia, la Russia avverte l’Europa e in particolare, in una lunga intervista all’agenzia Ria Novosti, l’Italia. “Le sanzioni – afferma Paramonov – non sono una nostra scelta. Non vorremmo che la logica del ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire, che ha dichiarato la ‘totale guerra finanziaria ed economica’ alla Russia, trovasse seguaci in Italia e provocasse una serie di corrispondenti conseguenze irreversibili”.
Il sospetto corre alla decisione della Russia di chiudere i rubinetti del gas all’Italia ma il funzionario di Mosca non si sbilancia: “La risposta alle sanzioni e’ in fase di elaborazione” si limita a dire ricordando pero’ che la dipendenza dell’Italia dagli idrocarburi russi “raggiunge il 40-45%”. Proprio per togliersi questa spada di Damocle dalla testa, il governo italiano sta cercando di diversificare le sue fonti di approvvigionamento nel minor tempo possibile con il ministro degli esteri Luigi Di Maio oggi in missione in Mozambico dopo essere volato nelle ultime due settimane in Algeria, Qatar, Congo e Angola.
Le minacce russe sono anche condite da una mozione degli affetti: “Ci aspettiamo che a Roma, come in altre capitali europee, tornino comunque in se’, e ricordino gli interessi profondi dei loro popoli”. L’Italia, accusa ancora Mosca, invece, ingrata e immemore “della ricca storia secolare di relazioni e tradizioni forti” tra i due paesi, si unisce “alla frenetica campagna russofobica”.
Da ultimo il legame tra Italia e Russia, secondo Mosca, si e’ dimostrato “nell’assistenza significativa” che nel marzo-aprile 2020 i russi fornirono all’Italia piegata dalla prima ondata del Covid, “una richiesta inviata allora anche dal ministro della Difesa italiano Lorenzo Guerini, che oggi e’ uno dei principali ‘falchi’ e ispiratori della campagna antirussa nel governo italiano”. Un’accusa che il titolare della Difesa liquida come “propaganda” invitando a non darvi peso. “Incoraggiamo invece ogni passo politico e diplomatico che metta fine alle sofferenze del popolo ucraino.
L’Italia e’ a fianco dell’Ucraina e continuera’ ad esserlo”, chiarisce Guerini, al quale arriva il sostegno di molti ministri italiani. Stessa linea di Di Maio che difende il collega dalle “continue e ripetute provocazioni delle autorita’ russe al governo italiano” che “non ci meravigliano piu'” e invita “a fermare la guerra in Ucraina che sta causando la morte di civili innocenti”.
Il Pd fa scudo intorno al suo ministro: “Il ministero degli Esteri russo piega a propaganda di guerra anche il dramma Covid nell’attaccare con farneticazioni inaccettabili il ministro Guerini” afferma Enrico Letta per il quale “diventa legittimo dubitare delle reali intenzioni di quelle missioni di aiuto sanitario”.
C’è un’Italia che non si misura in monumenti o metri quadri, ma vive nei gesti quotidiani, nei riti tramandati, nelle lingue locali e nelle tradizioni custodite dalle comunità. È questa l’Italia che emerge dal primo Censimento del Patrimonio culturale immateriale, presentato alla Camera dei deputati, che ha già raccolto oltre trentamila elementi tra tradizioni, manifestazioni, prodotti locali e saperi antichi.
Il progetto, avviato nel 2023 e promosso dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia in collaborazione con Anci e con l’Istituto centrale per il Patrimonio immateriale, sotto la supervisione del ministero della Cultura, nasce con l’obiettivo di preservare e condividere un patrimonio fragile, destinato a scomparire se non viene raccontato e trasmesso. Un lavoro che si inserisce pienamente nello spirito della Convenzione Unesco del 2003 e che, per sua stessa natura, non potrà mai dirsi concluso.
La corsa dell’Italia verso i Mondiali del 2026 entra nella sua fase più delicata. Con la conclusione dei gironi di qualificazione, il cammino verso Stati Uniti, Canada e Messico passa ora per i playoff, dove restano quattro posti ancora da assegnare. Domani a Zurigo verrà tracciato il percorso che gli Azzurri dovranno affrontare, una strada che si preannuncia tutt’altro che semplice.
La squadra guidata da Gattuso è stata inserita in prima fascia grazie al ranking FIFA, un vantaggio relativo che assicura solo un dato: la semifinale del 26 marzo si giocherà in Italia. L’avversaria, però, resta un’incognita pesante. Arriverà dalla quarta fascia, quella delle nazionali ripescate tramite la Nations League, e il ventaglio delle possibili contendenti non permette distrazioni. Tra Svezia, Irlanda del Nord, Macedonia del Nord e Romania il rischio di un incrocio complicato è reale, soprattutto con una Svezia desiderosa di riscatto e una Macedonia già capace in passato di rovinare i piani azzurri.
L’allerta di Guido Crosetto sullo stato di sicurezza nazionale non arriva a sorpresa, ma fa tremare le istituzioni: il piano di sicurezza è sotto osservazione e le lacune emergono chiaramente. In Italia, una mancanza di misure adeguate per il presidente della Repubblica, in caso di attacco esterno, solleva interrogativi inquietanti. “Un ministro della Difesa deve…
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