NAPOLI LUNGOMARE PEDONALE , AL VIA PETIZIONE ONLINE
ASSOCIAZIONI: “NO A RIAPERTURA AL TRAFFICO VEICOLARE DI VIA PARTENOPE”
E’ promossa da 29 associazioni la campagna di raccolta firme affinché il Lungomare di Napoli rimanga definitivamente pedonale, 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Ed il loro appello arriva nel giorno in cui parte il restyling di via Partenope.
Le associazioni promotrici, “dopo aver espresso direttamente alle autorità cittadine la loro netta contrarietà alla paventata riapertura al traffico veicolare di via Partenope”, si rivolgono ora a cittadine e cittadini. Una “chiamata”, si legge nella nota veicolata dal gruppo locale di Greenpeace, per avere sostegno e condivisione “su una battaglia che deve vedere i napoletani e le napoletane uniti nella difesa di uno spazio da tempo sottratto al dominio delle auto e restituito alla fruizione pubblica, alla passeggiata in libertà, all’incontro con un mare da sempre negato e faticosamente conquistato”.
Da qui la petizione che si invita a sottoscrivere e a divulgare attraverso il link: https://chng.it/ymHYWvTm
Obiettivo è difendere “questo pezzo di città diventato il simbolo e l’immagine di Napoli nel mondo e un irrinunciabile spazio di vivibilità urbana”. Le associazioni promotrici annunciano poi che “daranno vita ad altre azioni e manifestazioni per sensibilizzare, incontrare napoletani e napoletane e non solo, per accogliere le firme necessarie e confrontarsi”.
Per contatti: coordinamentomobsostenibile@gmail.com
Napoli, fermato il minorenne incendiario per vendetta
I carabinieri della Compagnia Napoli Centro hanno eseguito nelle prime ore di oggi un’ordinanza di collocamento in comunità nei confronti di un 17enne napoletano, gravemente indiziato di tentato incendio aggravato. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Napoli su richiesta della Procura minorile partenopea. Il tentato rogo del 12 gennaio Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane avrebbe tentato di incendiare un’abitazione privata in via Carlo De Marco lo scorso 12 gennaio, utilizzando liquido infiammabile e fiammiferi. L’azione, ripresa da alcune telecamere di sorveglianza, ha consentito alla polizia giudiziaria di individuare e identificare il presunto autore. Le indagini e i riscontri tecnici Determinanti per l’attribuzione delle responsabilità sono risultate anche le testimonianze raccolte e le perquisizioni domiciliari delegate dall’autorità giudiziaria. Gli accertamenti tecnici effettuati sul luogo dell’episodio, svolti congiuntamente da carabinieri e vigili del fuoco, hanno inoltre attestato l’elevata capacità di propagazione dell’incendio e la conseguente pericolosità dell’atto. Il movente: una ritorsione per l’agguato ai “baretti” Dagli esiti investigativi emerge che il gesto potrebbe essere riconducibile a una ritorsione collegata al tentato omicidio di…
Napoli, trapianto del cuore «bruciato»: Fico ordina un’ispezione al Monaldi
Napoli - “Voglio esprimere, a nome mio e dell’intera Giunta regionale, la più profonda vicinanza alla famiglia del bambino ricoverato al Monaldi. S ono ore di grande apprensione e sofferenza”. Con queste parole il presidente della Campania, Roberto Fico, rompe il silenzio sul drammatico caso del piccolo paziente rimasto coinvolto in un trapianto di cuore finito male. Scatta l’ispezione Di fronte alla gravità di quanto accaduto, Fico ha deciso di virare sulla linea dura. “In considerazione dell’estrema gravità del quadro che è andato emergendo – spiega il governatore in una nota – ho disposto l’attivazione dei poteri ispettivi e conoscitivi previsti in capo alla Direzione generale per la tutela della Salute della Regione Campania”. L’appello alla trasparenza Il presidente campano non usa giri di parole: “È una vicenda gravissima e dolorosissima su cui andrà fatta piena luce. Occorre totale e assoluta chiarezza su ciò che è successo e accertare ogni responsabilità, con massima trasparenza e determinazione”. L’ispezione, voluta al massimo livello istituzionale, punta a ricostruire ogni passaggio della vicenda e a far luce sulle eventuali negligenze. Il caso, destinato a…
Napoli, cuore trapiantato a bimbo di due anni: sequestrato il box di trasporto dell’organo
I carabinieri del Nas di Napoli, su delega della Procura, hanno sequestrato il contenitore impiegato per trasportare il cuore trapiantato al bambino di due anni e quattro mesi, oggi in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi. L’organo, secondo quanto emerso, è risultato danneggiato. Il box sequestrato è descritto come un vero e proprio sistema di conservazione e trasporto degli organi, progettato per mantenere temperature controllate. Gli inquirenti prevedono ora una perizia tecnica sul dispositivo: la Procura nominerà consulenti ad hoc per gli accertamenti. Sei sanitari iscritti nel registro degli indagati La VI sezione della Procura di Napoli (“Lavoro e colpe professionali”), con il sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, nell’ufficio coordinato dal procuratore Nicola Gratteri, ha iscritto sei sanitari nel registro degli indagati. Si tratta di componenti delle équipe del Monaldi che hanno seguito l’espianto del cuore a Bolzano e del gruppo dello stesso ospedale che ha eseguito il trapianto a Napoli. L’ipotesi di reato contestata è quella di lesioni colpose. Acquisite carte e atti: indagini in corso Insieme al contenitore, il Nas…
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