Funerale del pescivendolo ucciso, i familiari: “Giustizia, giustizia”

Commozione, rabbia e dolore al funerale del pescivendolo ucciso dai rapinatori la sera dell'antivigilia di Natale a Boscoreale. La cerimonia è stata officiata dall'arcivescovo di Nola e da quello di Napoli che ha chiesto agli assassini di consegnarsi. #AntonioMorione

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ì”Giustizia, giustizia, giustizia”, il grido unanime. Poi altre urla, pianti e abbracci al funerale del pescivendolo ucciso dai rapinatori la sera dell’antivigilia di Natale a Boscoreale.

La richiesta di trovare e processare gli autori della rapina è invocata da un migliaio di persone che hanno seguito i funerali di Antonio Morione.

Il corteo partito da casa di Morione, si è fermato davanti alla pescheria in via Della Rocca II, prima di arrivare alla chiesa dello Spirito Santo, detta del Carmine, a Torre Annunziata per il rito funebre. Moriore e’ stato ucciso con un colpo di pistola al volto da uno dei due banditi in fuga.

Prima dell’inizio della celebrazione del rito funebre l’arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia ha pregato vicino la bara della vittima e poi ha salutato i familiari.

“Ho il cuore pieno di lacrime, vorrei stringere in un forte abbraccio i familiari di Antonio, in particolare la moglie e i figli. Quello di Antonio è stato un delitto atroce, assurdo. Antonio dal cielo dove tu stai continua a benedire e a sostenere le persone che ami. La tua partenza non sarà mai una distanza. Prega per tutte le persone che hai incontrato nella vita, sono tristi e hanno il cuore ferito…Non so come , non so quando, non so dove Antonio, ma noi ci rincontreremo, ci riabbracceremo, perché l’amore è più forte della morte e chi ama non muore. Grazie per la tua vita e pace a te”.

Questi i pensieri salienti del dialogo che don Mimmo Battaglia ha rivolto all’anima di Antonio Morione e poi rivolgendosi agli assassini ha chiesto di consegnarsi. “Agli uomini che hanno commesso questo gesto possiamo offrire il nostro dolore, la rabbia, ma mai la resa. A loro diciamo ‘se avete bisogno di noi siamo qui, il vero coraggio non e’ la fuga ma consegnerai alla giustizia”.

Dal pulpito sono stati letti due pensieri del suocero e della nuora.

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Pubblicato da
Rosaria Federico

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