È in arrivo nelle sale il film biografico svedese ““, dedicato al campione di calcio Ibrahimovic.

Pochi film sono stati realizzati su campioni sportivi ancora in carriera. Ibrahimovic a 40 anni appena compiuti è tuttora un modello di integrità fisica.

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“Zlatan”, diretto da Jens Sjögren ricostruisce, senza toni agiografici, l’infanzia e l’adolescenza del calciatore, in particolare l’arrivo in Svezia da immigrato con la propria famiglia dall’allora Jugoslavia e il rischio di trasformarsi in un teppista. Fino alla valorizzazione del suo talento sui campi da gioco e alla consacrazione ormai consolidata

Il fantasioso regista Wes Anderson avrebbe volentieri fatto il giornalista: il suo atto d’amore verso la carta stampata si intitola “” come il supplemento culturale di un quotidiano del Kansas che però ha la redazione in una cittadina francese.

E lì si muove il variopinto universo che ha reso inconfondibile lo stile dell’autore e nel quale agiscono, talvolta in piccole apparizioni, tantissimi grandi attori come Bill Murray, Willem Dafoe, Christoph Waltz, Tilda Swinton, Benicio Del Toro, Frances McDormand.

” di Philippe Falardeau porta nel titolo il nome del celebre scrittore del “Giovane Holden” che quasi nessuno riuscì mai a incontrare. Negli anni Novanta una giovane aspirante scrittrice (Margaret Qualley) trova lavoro presso una severissima agente letteraria (Sigourney Weaver) che le affida il difficile compito di rispondere a centinaia di lettere in nome e per conto del leggendario romanziere. Un esercizio di stile con profonde implicazioni emotive.

A quattro coppie (con i volti noti di Ambra Angiolini, Luca Bizzarri, Carolina Crescentini, Paolo Kessisoglu, Claudia Gerini, Filippo Nigro, Claudia Pandolfi e Fabio Volo) arriva la sorprendente notizia che i loro matrimoni non sono validi perché celebrati da un finto prete. “” di Paolo Costella segue argutamente le reazioni, talvolta paradossali, dei coniugi che devono adesso rinnovare le proprie nozze. Ma forse dopo tanti anni alcuni non sono più tanto convinti…

Silvio Soldini torna alla regia con “3/19” affrontando il drammatico cambiamento nell’esistenza di un’avvocatessa milanese di successo (Kasia Smutniak) che rimane coinvolta in un incidente stradale nel quale perde la vita un immigrato senza documenti. Per lei diventa fondamentale trovare l’identità del defunto.

Nella sua ricerca viene aiutata dal direttore dell’obitorio (Francesco Colella) ma soprattutto entra in contatto con realtà sociali che finora aveva sempre ignorato.

Chi è senza peccato – The Dry” di Robert Connolly mostra invece indagini che si svolgono nel suggestivo deserto australiano. Un poliziotto (Eric Bana) torna dopo molto tempo nella sua cittadina d’origine perché ha ricevuto una tremenda notizia: un suo caro amico d’infanzia si è suicidato, a quanto pare dopo aver ucciso moglie e figlio. Per tutti il caso è chiuso, ma il detective non è convinto della ricostruzione del tragico evento e decide di scoprire per proprio conto la verità. Nessuno però sembra disposto a collaborare.

Jean Dujardin riappare per la terza nei panni della spia francese che riecheggia le gesta di 007 in “Agente speciale 117 al servizio della Repubblica – Allerta rossa in Africa Nera“, stavolta per la regia di Nicolas Bedos. Come nei due film precedenti (ambientati al Cairo e a Rio) le mirabolanti avventure dell’agente segreto si svolgono in una meta esotica, dove però si avverte anche l’eco del passato colonialista della Francia.

Un originale sguardo sull’ dell’Est è offerto da “Non cadrà più la neve” di Malgorzata Szumowska Michal Englert. Un massaggiatore ucraino (Alec Utgoff) è molto richiesto in Polonia. Tutti i suoi clienti sono benestanti ma vivono stancamente e senza stimoli. Il carismatico terapista diventa rapidamente per loro prezioso non soltanto per la tonicità dei loro corpi ma soprattutto perché sembra in grado di guidare le loro menti.

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L’uomo nel buio – Man in the dark” di Rodo Sayagues ripropone dopo il successo di cinque anni fa il personaggio, interpretato da Stephen Lang, del militare veterano che ha perso la vista nella guerra del Golfo. Vive isolato tra i boschi, con l’unica compagnia di una ragazzina rimasta orfana che lui tratta come una figlia. E, da buon marine, la addestra insegnandole a difendersi da eventuali pericoli. A sorpresa, in quel luogo sperduto piombano alcuni malintenzionati. Riuscire a neutralizzarli è una questione di vita o di morte.



Ho lavorato per oltre 15 anni nel mondo del teatro e dello spettacolo in generale e ho avuto esperienze molto lunghe in qualità di amministratrice e coordinatrice di compagnia in spettacoli complessi, con numerosi attori e personale. Ho curato, sempre nell’ambito delle compagnie teatrali e anche nell’ambito più generale dell’organizzazione di eventi, sia i rapporti con Enti e soggetti terzi sia quelli con la stampa e il mondo dei mass media, avendo gestito più volte in piena autonomia l’ufficio stampa in occasione di spettacoli, rassegne, mostre ed eventi

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