Protagonista un detenuto di 30 anni già coinvolto in altre aggressioni agli agenti penitenziari. La denuncia del sindacato Sippe sulla situazione a Santa Maria Capua Vetere


Santa Maria Capua Vetere. Detenuto aggredisce agente durante i controlli della cella.
E’ accaduto ieri mattina nel reparto Danubio. Protagonista un detenuto italiano di 30 anni. Ne dà notizia il Sindacalista del Si.P.Pe. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Michele Vergale che da sempre denuncia gli eventi critici e le gravissime condizioni di lavoro che ogni giorno si verificano in tutte le carceri. “Verso le ore 10 mentre l’agente di sezione effettuava i vari controlli, veniva improvvisamente colpito – in un primo momento e senza motivo – da una mela lanciata con forza dal detenuto in argomento e successivamente da sputi, parolacce e minacce. Fortunatamente l’agente non ha riportato lesioni gravi, ma poteva succedere il peggio”, ha spiegato Vergale.
E poi ha aggiunto: “Il detenuto in questione non è nuovo a questo genere di comportamento, infatti, viene costantemente trasferito per ordine e sicurezza da un Istituto all’altro. Dalle segnalazioni ricevute il detenuto viene considerato pienamente consapevole delle sue azioni e capace di calcolare rischi e benefici di ogni situazione. Questi tipi di detenuti non si devono solo gestire con le trasferte “Il turismo Penitenziario” ma con il rispetto delle regole e dell’ordinamenti penitenziari”.
Sul caso interviene anche il Segretario Generale del Si.P.Pe. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Carmine Olanda: “Le aggressioni, purtroppo, sono in continua crescita in tutti gli Istituti Penitenziari. Abbiamo più volte chiesto al Ministro della Giustizia un immediato intervento su questo tema e proposto la necessità di modificare all’articolo 336 del codice penale, prevedendo un aggravante speciale, quindi un inasprimento della pena, per chiunque usa violenza o minaccia al Poliziotto Penitenziario all’interno di una struttura detentiva.
Occorre – conclude Olanda – dare agli Agenti di Polizia Penitenziaria più Tutela e di conseguenza più Autorità d’ intervento. Non si può più attendere, non bisogna aspettare che succeda prima il peggio per poi intervenire. Auguriamo al nostro collega aggredito una pronta guarigione”.
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