Covid. Sembra frenare la discesa della curva epidemica in Italia. I nuovi casi sono 3.235, in crescita rispetto ai 2.466 di ieri ma anche, ed e’ la prima volta da oltre 40 giorni, rispetto ai 3.212 di mercoledi’ scorso.
Con 301.773 tamponi, 21 mila in meno, tanto che il tasso di positivita’ scende da 0,8% a 1,1%. In calo invece i decessi, 39 (ieri 50), per un totale di 131.157 vittime dall’inizio dell’epidemia.
Prosegue costante la discesa dei ricoveri: le terapie intensive sono 18 in meno (ieri -4) con 24 ingressi del giorno, e scendono a 415, mentre i ricoveri ordinari calano di 96 unita’ (ieri -66), 2.872 in totale. E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.
La regione con piu’ casi odierni e’ la Lombardia (+449), seguita dal Veneto in crescita (+416), la Sicilia (+285), Lombardia (+288), l’Emilia Romagna (+281), la Campania (+272) e il Lazio (+245). I casi totali sono 4.689.341. I guariti sono 5.245 (ieri 4.210), per un totale di 4.469.937. Continua a calare il numero degli attualmente positivi, 2.052 in meno (ieri -1.797), e sono 88.247. Di questi, sono in isolamento domiciliare 84.960 pazienti.
Unpli mappa l’Italia invisibile: oltre 30mila beni nel censimento del patrimonio immateriale
C’è un’Italia che non si misura in monumenti o metri quadri, ma vive nei gesti quotidiani, nei riti tramandati, nelle lingue locali e nelle tradizioni custodite dalle comunità. È questa l’Italia che emerge dal primo Censimento del Patrimonio culturale immateriale, presentato alla Camera dei deputati, che ha già raccolto oltre trentamila elementi tra tradizioni, manifestazioni, prodotti locali e saperi antichi.
Il progetto, avviato nel 2023 e promosso dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia in collaborazione con Anci e con l’Istituto centrale per il Patrimonio immateriale, sotto la supervisione del ministero della Cultura, nasce con l’obiettivo di preservare e condividere un patrimonio fragile, destinato a scomparire se non viene raccontato e trasmesso. Un lavoro che si inserisce pienamente nello spirito della Convenzione Unesco del 2003 e che, per sua stessa natura, non potrà mai dirsi concluso.
Playoff Mondiali 2026, l’Italia attende il sorteggio: subito rischio Svezia per gli Azzurri
La corsa dell’Italia verso i Mondiali del 2026 entra nella sua fase più delicata. Con la conclusione dei gironi di qualificazione, il cammino verso Stati Uniti, Canada e Messico passa ora per i playoff, dove restano quattro posti ancora da assegnare. Domani a Zurigo verrà tracciato il percorso che gli Azzurri dovranno affrontare, una strada che si preannuncia tutt’altro che semplice.
La squadra guidata da Gattuso è stata inserita in prima fascia grazie al ranking FIFA, un vantaggio relativo che assicura solo un dato: la semifinale del 26 marzo si giocherà in Italia. L’avversaria, però, resta un’incognita pesante. Arriverà dalla quarta fascia, quella delle nazionali ripescate tramite la Nations League, e il ventaglio delle possibili contendenti non permette distrazioni. Tra Svezia, Irlanda del Nord, Macedonia del Nord e Romania il rischio di un incrocio complicato è reale, soprattutto con una Svezia desiderosa di riscatto e una Macedonia già capace in passato di rovinare i piani azzurri.
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