

foto di repertorio
Gragnano. Il gup di Napoli (terza sezione penale) ha disposto i domiciliari per Giovanni Amendola e Raffaele Iovine, i due giovani difesi dagli avvocati Raffaele Chiummariello e Alfonso Piscino condannati a 7 anni e 10 mesi di reclusione per il tentato omicidio di Salvatore Pennino, ferito in un agguato costato la vita a Nicholas Di Martino, il nipote del boss ergastolano Nicola Carfora, morto dissanguato, dopo essere stato accoltellato la notte tra il 24 e il 25 maggio 2020, a Gragnano.
Per il tentato omicidio di Pennino, lo scorso 16 settembre, il gip di Napoli Maria Luisa Miranda ha condannato anche i fratelli Antonio e Giovanni Carfora (cugini di Nicholas), a nove anni di reclusione: sono stati tutti ritenuti colpevoli di avere tentato di uccidere l’incensurato Salvatore Pennino in quanto ritenuto legato a Maurizio Apicella e Ciro Di Lauro, i due killer di camorra che hanno confessato l’omicidio a coltellate di Nicholas Di Martino.
Il raid contro Salvatore Pennino, all’epoca dei fatti ventenne, scatto’ poco dopo la morte di Nicholas, che aveva 17 anni e il ferimento del cugino, che era con lui.
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