Secondo Policlinico di Napoli: saranno ristrutturate le facciate

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Saranno finalmente ristrutturate le facciate del Secondo Policlinico di Napoli e si accoglie con grande entusiasmo l’aumento dei posti messi a bando con i test d’ingresso 2021 pari a più del 7 per cento.

Sembrano essere tutte buone le notizie sul futuro del Dipartimento di Medicina della Federico II. Saranno finalmente ristrutturate le facciate del Secondo Policlinico di Napoli e inoltre sono  in arrivo innovazioni tecnologiche e nuovi spazi per gli studenti della Scuola di Medicina e Chirurgia: un’aula multimediale, un’aula studenti e un Anatomage Table. Tutte rientranti nel più ampio progetto del Network di Didattica Avanzata.

”Sono numerosi gli interventi dell’Ateneo sul Policlinicosottolinea Matteo Lorito, Rettore dell’Università Federico II – grazie ai 40 milioni di avanzo a disposizione. Abbiamo un programma edilizio da attuare per i prossimi anni per complessivi 80 milioni di euro, nel quale far rientrare anche gli interventi sulle facciate del Secondo Policlinico di Napoli. Tutto per garantire la migliore accoglienza agli aspiranti medici con numero di ingresso in aumento per il prossimo anno accademico”.

Secondo Policlinico di Napoli
policlinico di napoli
Tra le innovazioni l’Anatomage Table permette di visualizzare e sezionare in 3D le singole strutture del corpo offrendo agli studenti un’esperienza interattiva con effetti migliorativi sui risultati didattici. “Ci sono casi di anatomia topografica ad alta risoluzione, mille vetrini istologici e mille casi patologici – spiega Maria Triassi, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia della Federico II -. Una importante opportunità per gli studenti di costruire report radiologici in 3D interattivi e l’occasione per il docente di valutare la preparazione in tempo reale”.

Prossimo tassello del Network è il progetto del Centro di Simulazione Avanzata, frutto della collaborazione tra la Scuola di Medicina e il CESMA dell’Ateneo e di un accordo con la Fondazione Banco Napoli. Un’ottima sinergia tra pubblico e privato.

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    “Ai chirurghi è sempre più richiesta la capacità di intervenire in maniera poco invasiva – chiosa il professore Sabino de Placido, curatore del nuovo corso di laurea in Medicina e Chirurgia Tecnologica – . Didattica e formazione di alto livello dipendono da una ricerca e da un’assistenza di carattere e stiamo andando nella direzione giusta”.

    La Scuola di Medicina e Chirurgia della Università Federico II ha in animo di proseguire su questa linea e di coinvolgere esperti internazionali per mettere la ricerca al primo posto



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