Violenze in carcere, il Garante: “Grave pubblicazione delle fotografie di decine di indagati”
Roma.Il Garante nazionale delle persone private della libertà, Mauro Palma, “ritiene inaccettabile l’esposizione cui sono state sottoposte le persone sotto indagine per le presunte violenze nell’Istituto di Santa Maria Capua Vetere, con la pubblicazione in prima pagina delle fotografie di decine di loro all’indomani della disposizione delle misure cautelari”.
E’ quanto si legge in un comunicato sull’inchiesta sui presunti pestaggi a detenuti da parte degli agenti penitenziari nel carcere casertano.
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“Una esibizione che nulla aggiunge all’informazione sull’indagine in corso e che rischia di esacerbare il clima negli Istituti, alimentando tensioni e mettendo oltretutto a rischio di ritorsione coloro che operano quotidianamente in carcere – prosegue la nota -.

Il Garante nazionale segue con attenzione l’indagine sin dai suoi primi sviluppi, nella convinzione della necessità di perseguire chi offende con i propri comportamenti la divisa che indossa.Ed è certo che i media sapranno raccontare la vicenda, offrendo una informazione completa e rispettosa di tutti, anche di chi è oggetto di indagine da parte delle Procure”.
Un appello accorato per Paolo Piccolo, il 25enne ridotto in coma dopo un violento pestaggio avvenuto nel carcere di Bellizzi Irpino nell’ottobre 2024. A lanciarlo è il garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, che chiede “un intervento immediato e risolutivo” affinché il giovane possa essere trasferito in una struttura riabilitativa adeguata. Piccolo, colpito con ferocia…
Una bomba sociale pronta a esplodere. Le carceri italiane oggi sono il volto più scoperto della disumanità istituzionale, luoghi dove i numeri raccontano l’agonia di un sistema al collasso. Sono 62.723 i detenuti attualmente presenti nelle strutture penitenziarie italiane, a fronte di appena 46.706 posti disponibili. E in Campania la situazione è ancora più drammatica: 7.571 persone ristrette, contro una capienza effettiva di 5.497. Poggioreale, simbolo del disastro, ospita 2.066 detenuti, sebbene ne possa contenere solo 1.300.
A lanciare l’allarme è Samuele Ciambriello, portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali e garante regionale dei detenuti per la Campania, nel corso della mobilitazione nazionale andata in scena anche a Napoli, davanti al Tribunale e alle porte di Poggioreale. “Questa – ha detto – non è più un’urgenza amministrativa, è un’emergenza sociale. I suicidi in cella e il sovraffollamento impongono scelte rapide e coraggiose. Chiediamo la liberazione anticipata speciale, portandola da 45 a 75 giorni ogni semestre, e un provvedimento deflattivo, come fu fatto dai governi Berlusconi nel 2003 e nel 2010”.
Stanno insieme alle loro mamme (19, secondo l'ultimo report del Garante dei detenuti nazionale aggiornato al 18 agosto), reclusi o negli Icam (Istituti a custodia attenuata per detenute madri) o nelle sezioni nido di carceri ordinarie. Nell'Icam di Lauro, in Campania, sono 4 attualmente i bambini insieme alle loro mamme. La struttura ne può ospitare…
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