Maltrattamenti al Villaggio dei ragazzi, reati prescritti per i 4 tutor
8 Giugno 2021 - 17:01
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Caserta. Villaggio dei Ragazzi: assolta dalle accuse l’insegnante, reati prescritti per i quattro educatori coinvolti nell’inchiesta sui maltrattamenti nella struttura di Maddaloni.
Sentenza in Appello per la vicenda che dieci anni fa portò all’arresto degli imputati coinvolti nell’inchiesta sul Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni, storica istituzione che dal 1946 si occupa di ragazzi disagiati.
La Corte di Appello di Napoli ha dichiarato prescritto il reato di maltrattamenti per quattro educatori – condannati in primo grado -, i giudici hanno inoltre assolto, accogliendo la richiesta della Procura Generale, l’insegnante Maria Iesu (difesa da Alessandro Barbieri e Claudio Botti), condannata in primo grado a due anni e sei mesi, che rispondeva anche di violenza sessuale. I quattro educatori e la docente furono arrestati nel 2011, in seguito alle indagini della Polizia di Stato, da cui emersero abusi fisici e morali nei confronti di giovani studenti del Convitto interno al Villaggio, di eta’ compresa tra gli 11 e i 16 anni.
Nell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, furono indagati anche altri sei educatori. I fatti contestati risalivano al 2009, quando il Villaggio dei Ragazzi era gestito dai Legionari di Cristo e dalla Curia di Caserta, mentre oggi e’ amministrato da un Commissario nominato dalla Regione.
Il Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni
In primo grado, nel maggio 2017, il tribunale di Santa Maria Capua Vetere – collegio presieduto da Orazio Rossi – condanno’ con pene dai 2 anni e due mesi fino ai 3 anni e sei mesi gli educatori Domenico Bellucci, Francesco Edattico (difesi da Mariano Omarto), Gianluca Panico, Vincenzo Crisci e l’insegnante Maria Iesu, mentre per gli altri sei imputati (per i quali la Procura non ha presentato appello) pronuncio’ sentenze di assoluzione e prescrizione.
Pochi mesi dopo la condanna, i quattro educatori furono reintegrati nel proprio posto di lavoro al Villaggio, dove sono tuttora in servizio, tranne Bellucci che nel frattempo e’ andato in pensione.
La sentenza della Corte d’Appello, chiude forse definitivamente la vicenda per i fatti avvenuti nel 2009 nella storica istituzione che dal 1946, con il suo Convitto e le sue scuole frequentate da ragazzi disagiati e non, rappresenta un fondamentale punto di riferimento per tutta la Campania.
È l’ennesimo episodio di violenza di genere che arriva dalle cronache giudiziarie campane. Un uomo di 40 anni, residente a Benevento, è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti aggravati nei confronti dell’ex compagna, perseguitata e aggredita per oltre dieci anni.
Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Benevento, su richiesta della Procura della Repubblica guidata dal procuratore facente funzione Gianfranco Scarfò, al termine di una complessa attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile.
Napoli – Dovrà comparire davanti ai giudici del Tribunale di Napoli nel prossimo settembre una madre residente ai Quartieri Spagnoli, chiamata a rispondere della presunta inosservanza dell’obbligo di istruzione relativo al figlio minore.
Secondo l’impostazione accusatoria, la donna era stata individuata come responsabile dell’adempimento dell’obbligo scolastico e avrebbe omesso di garantire la regolare frequenza del minore nel corso dell’anno.
Il caso che ha scosso i palazzi del potere romano approda ufficialmente in tribunale. Maria Rosaria Boccia, l’imprenditrice di Pompei al centro dello scandalo che ha portato alle dimissioni dell’ex Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, è stata rinviata a giudizio. Lo ha stabilito il Gup di Roma al termine dell’udienza preliminare, fissando l’inizio del dibattimento davanti al giudice monocratico per il prossimo 6 ottobre.
Le accuse: dalla vita privata ai curricula
Il castello accusatorio costruito dalla Procura di Roma è pesante e variegato. I reati contestati vanno dallo stalking aggravato alle lesioni personali, fino alle interferenze illecite nella vita privata. Non mancano i profili legati all’attività pubblica e professionale: a Boccia vengono contestati anche la diffamazione e il reato di falso per presunte dichiarazioni mendaci inserite nel curriculum in occasione dell’organizzazione di alcuni eventi.
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