AGGIORNAMENTO : 13 Febbraio 2026 - 18:27
14 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 13 Febbraio 2026 - 18:27
14 C
Napoli

Napoli, iniziata la vaccinazione dei detenuti nelle carceri

SULLO STESSO ARGOMENTO

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Napoli, iniziata la vaccinazione dei detenuti nelle carceri. 830 inoculazioni, ma tra gli agenti persistono le perplessità su AstraZeneca

E’ iniziata la campagna di vaccinazione negli istituti penitenziari campani: tra i detenuti di Napoli Secondigliano sono stati inoculati 830 vaccini mentre c’è ancora perplessità tra gli agenti in merito al siero di AstraZeneca. Lo rendono noto i segretari regionali dell’ Osapp Campania Vincenzo Palmieri Vincenzo e Luigi Castaldo Luigi.

“Nell’ambito dei protocolli covid e del monitoraggio effettuato presso il centro penitenziario di secondigliano Napoli, e – spiegano i due sindacalisti – grazie all’impegno profuso dal direttore e dal comandante in collaborazione staff medico ASL NA 1, sono stati vaccinati circa 830 detenuti appartenenti al Circuito Alta e Media Sicurezza. Solo il 35% del personale del comparto Sicurezza Polizia Penitenziaria al momento ha effettuato il vaccino, a causa delle perplessita’ iniziali degli effetti collaterali del vaccino AstraZeneca e del blocco della somministrazione, mentre il personale del comparto Funzioni Centrali ha effettuato il vaccino raggiungendo un picco pari al 90%”.

“Abbiamo espresso il nostro plauso – continuano Palmieri e Castaldo – sollecitando nel contempo di velocizzare la vaccinazione del restante personale in funzione dei vaccini disponibili per svolgere in sicurezza i compiti affidati al Corpo.Inoltre i vaccini utilizzati presso l’hub vaccinale realizzato alla Stazione Marittima sono Pfizer-BioNtech, Moderna e Janssen di Johnson & Johnson e ciò velocizzerà la platea dei beneficiari affinché sia possibile un miglior prosieguo delle attivita’ trattamentali alla luce anche della riapertura totale dei colloqui”.

Intanto anche nel carcere di Napoli Poggioreale e’ iniziata la vaccinazione della popolazione detenuta con l’impiego di Moderna ed i primi ad essere vaccinati sono stati i casi piu’ fragili, seguiranno a breve tutti gli altri detenuti, grazie al coordinamento dei vertici dell’istituto penitenziario partenopeo, direttore e comandante di Polizia Penitenziaria con l’Asl Napoli 1 e con il supporto del reparto di sanità interno.

“Da tempo avevamo auspicato e sollecitato a chi di competenza, una vaccinazione contro la Sars-Cov2 di massa per tutte le figure che orbitano nelle strutture penitenziarie, – concludono i due sindacalisti – ora ciò si sta realizzando per la tutela di tutti e nell’interesse collettivo, anche se non dimentichiamo le perdite ed i danni subiti a causa di questo subdolo virus”.

Leggi anche qui

LEGGI ANCHE

Carceri al collasso nel distretto di Napoli

di Rosaria Federico 31 Gennaio 2026 - 16:30 16:30

Napoli– Le carceri del distretto giudiziario di Napoli restano sotto pressione, con numeri che certificano una situazione strutturalmente critica. A lanciare l’allarme è la presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, nella relazione illustrata in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Oltre 6.900 detenuti nel distretto Nel distretto della Corte d’Appello risultano complessivamente 6.909 soggetti…

Continua a leggere

Numeri che pesano come macigni e raccontano una battaglia quotidiana dietro le sbarre. Nel solo mese di dicembre, nel carcere di Poggioreale, sono stati sequestrati 62 smartphone e circa un chilo di droga. Il bilancio complessivo del 2025 parla di 540 telefonini e 16 chili di sostanze stupefacenti intercettati negli istituti.

A rendere noti i dati è l’Uspp. “Questi numeri non sono solo dati statistici, ma il segno tangibile che lo Stato è presente grazie alla polizia penitenziaria che garantisce un ambiente detentivo sicuro e legale”, affermano il presidente nazionale Moretti e il segretario regionale Auricchio.

Continua a leggere

Un’operazione ad ampio raggio coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia ligure ha scosso questa mattina dodici penitenziari in tutta Italia. La Direzione investigativa antimafia di Genova ha eseguito perquisizioni e sequestri in strutture che vanno da Fossano a Parma, da Tolmezzo a Santa Maria Capua Vetere, nel quadro di un’inchiesta che accende i riflettori su un traffico sistematico di telefoni cellulari e schede sim introdotti clandestinamente nelle sezioni di alta sicurezza. Sono trentuno gli indagati per introduzione e ricettazione di dispositivi, contestazioni aggravate dall’ombra dell’associazione mafiosa.

Le indagini hanno permesso di ricostruire l’utilizzo di oltre centocinquanta telefoni e più di cento schede sim da parte di detenuti per reati di mafia nel carcere di Genova-Marassi, dove i dispositivi venivano usati per mantenere i rapporti con affiliati liberi o reclusi altrove, scambiando messaggi e ordini operativi. Gli investigatori hanno scoperto come i telefoni, spesso di piccolissime dimensioni, fossero intestati a cittadini inesistenti o ignari, grazie alla complicità di negozi di telefonia del centro storico genovese. Venivano consegnati durante le visite familiari o nascosti in pacchi spediti in istituto e poi fatti circolare tra i detenuti, con un sistema oliato e difficilissimo da intercettare.

Continua a leggere

REDAZIONE
PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA